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Sasha e Nole: insieme, all’assalto di Parigi

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Il tre volte campione Novak Djokovic e Alexander Zverev si preparano all’assalto del Roland Garros, allenamento intenso sul Philippe-Chatrier

Una preparazione intensa alla ricerca di nuova confidenza, le prove di un’alleanza contro i rivali in comune, questo il riassunto dell’allenamento che ha visto protagonisti Novak Djokovic e Alexander Zverev. Il rumore secco delle corde che centrano la pallina e il suono delle suole delle scarpe che mordono la terra rossa, tornano a risuonare sugli spalti del Court Philippe-Chatrier le musiche del grande tennis.

Fare i conti con la “nuova realtà”, il 2026 di Nole

Accolto dal boato del pubblico e da un’ovazione prolungata, il tre volte campione del Roland Garros Novak Djokovic ha varcato la soglia del Centrale parigino. Il serbo si presenta al secondo Slam stagionale dopo mesi complessi sul piano fisico, e con pochissimi risultati positivi alle spalle.

La strada verso Parigi è stata accidentata, il 2026 ha presentato il conto a un fisico logorato da oltre due decenni di professionismo ai vertici. I problemi alla spalla, le vistose fasciature esibite a Roma e il ruolino di marcia limitato a soli tre tornei disputati in stagione, tracciano il quadro di un avvicinamento anomalo per i suoi standard.

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L’ex numero 1 al mondo non si è nascosto dietro un dito nelle recenti dichiarazioni alla stampa, ammettendo che la preparazione alla stagione sul rosso è stata lontana dall’essere ottimale.

Ha definito i continui contrattempi fisici come una vera e propria “nuova realtà” da accettare, un compromesso obbligato per prolungare la carriera. Le sconfitte premature, inclusa la battuta d’arresto contro il qualificato croato Dino Prizmic al Foro Italico, hanno sollevato interrogativi legittimi sulla sua tenuta atletica.

La gestione delle energie resta l’elemento tattico principale, così come lo era stato già in un ottimo 2025. L’obiettivo sarà vincere i primi turni spendendo il minimo indispensabile, per preservare il braccio e le gambe in vista degli incroci della seconda settimana. La scorsa stagione era terminata con il trionfo ad Atene, dopo le 4 semifinali Slam raggiunte. Quest’anno poi la sorprendente finale agli Australian Open, ma da lì in poi solo calvario. Nole va a Indian Wells dove perde con Draper negli ottavi, poi il lungo stop fino a Roma con l’esito già raccontato. Nonostante l’ambizioso Djokovic pensi alle Olimpiadi 2028, questa sembra la prima vera stagione di totale sofferenza per il serbo.

L’intensità del Centrale e il test con Zverev

Il serbo ha scelto di testare immediatamente i giri del motore con una sessione di due ore ad alta intensità insieme ad Alexander Zverev, altro tennista in forte sofferenza ma con qualche soddisfazione in più in termini di risultati.

Nessun rodaggio morbido oggi per i due campioni. Fin dai primi scambi, l’impatto sulla palla è apparso profondo, con i consueti dritti carichi di topspin a cercare gli angoli e un’apertura ridotta per anticipare i colpi pesanti del tedesco. Il pubblico, accalcato sugli spalti aperti per la settimana di qualificazione, ha scandito a più riprese il nome del 24 volte campione Slam. Un’accoglienza a cui il trentanovenne ha risposto portandosi la mano al petto, un gesto che tradisce il sollievo di ritrovare il palcoscenico dei Major dopo le tribolazioni primaverili.

La mobilità laterale, vero barometro della sua condizione sulla terra rossa, è parsa fluida negli spostamenti brevi. Il lavoro con le bande elastiche sotto la supervisione del preparatore atletico ha confermato un’attenzione maniacale alla prevenzione, necessaria per affrontare un torneo che richiede un dispendio energetico massimale.

Sasha, conto aperto con Parigi

Tornando al tedesco numero 3 al mondo, quest’anno più che mai avrà il compito di provarci. Zverev a Parigi ha sempre mostrato un’ottima versione di sé, e i risultati lo dimostrano:

  • Quarti di finale: 2018, 2019, 2025;
  • Semifinali: 2021, 2022, 2023;
  • Finale: 2024;
Roland Garros 2022, Zverev si infortuna seriamente alla caviglia e si ritira dalla semifinale contro Nadal
Roland Garros 2022, Zverev si infortuna seriamente alla caviglia e si ritira dalla semifinale contro Nadal / foto dal profilo X ufficiale del torneo

I momenti chiave per Sasha sono stati soprattutto la semifinale del 2022, raggiunta nel momento più alto della carriera e terminata con un bruttissimo infortunio contro Rafael Nadal. Ma anche la finale del 2024, persa con Carlos Alcaraz dopo essere stato in vantaggio di due set a uno. Quest’anno però almeno lo spagnolo campione in carica non ci sarà, e Jannik Sinner arriva sì da un dominio incontrastato ma anche da un tour de force non indifferente.

In questa edizione Zverev può ambire al primo titolo Slam in carriera, ma molto passerà dalla sua stessa convinzione. Ha già dimostrato in questa stagione di poter vincere con qualunque avversario, a meno che non si chiami Jannik Sinner o Carlos Alcaraz. Tolto l’iberico, Zverev dovrà trovare il modo di neutralizzare l’azzurro e anche i propri demoni interiori. Il titolo a Parigi potrebbe non solo essere il coronamento di un’ottima carriera, ma anche l’inizio di un nuovo capitolo per il ventinovenne di Amburgo.

Obiettivo comune, l’assalto a Parigi

Per entrambi i tennisti Parigi assume significati diversi ma di eguale importanza. Sia Nole che Sasha proveranno a sfruttare i punti ciechi del tabellone, per risparmiare le energie in vista dello sprint finale. Nel frattempo scambiare idee in sede d’allenamento, e saggiare insieme ancora una volta il Philippe-Chatrier prima della vera battaglia, può dare il via a un’alleanza importante per il titolo del Roland Garros.

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