TennisTalker MagazineNewsWimbledon 2026, la profezia di Mouratoglou e il retroscena: allarme reale o mossa di marketing?
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Wimbledon 2026, la profezia di Mouratoglou e il retroscena: allarme reale o mossa di marketing?

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Il celebre coach francese lancia i suoi tre candidati per Londra, mettendo Jannik Sinner in cima alla lista. Poi si scaglia contro i match troppo lunghi che allontanano i giovani. Dietro lo sfogo potrebbe però esserci un preciso interesse personale…

L’inizio di Wimbledon 2026 è ormai dietro l’angolo. Il prossimo 29 giugno i cancelli dell’All England Club si apriranno per il terzo Slam stagionale, un torneo che storicamente si presta a grandi sorprese e che quest’anno arriva dopo i vari colpi di scena del Roland Garros. Con Carlos Alcaraz costretto al forfait per il problema al polso e i big usciti di scena precocemente a Parigi, fare pronostici potrebbe sembrare complicato.

A provare l’azzardo è stato Patrick Mouratoglou. Attraverso un video pubblicato sui social, il celebre allenatore francese ha analizzato la situazione indicando i tre tennisti che, a suo avviso, hanno le reali carte in regola per sollevare il trofeo il prossimo 12 luglio.

La tripletta per Londra: Djokovic, la scommessa Zverev e l’all-in su Sinner

Il primo nome sulla lavagna di Mouratoglou non riserva grandi sorprese ed è quello di Novak Djokovic. Il tecnico ha ricordato come negli ultimi dieci anni il serbo a Wimbledon abbia perso soltanto contro Alcaraz o Sinner, escludendo il ritiro per infortunio del 2017. La spiegazione è tecnica: l’erba è probabilmente la superficie migliore per Nole, poiché gli scambi sono più brevi rispetto alla terra battuta e ha molte più opzioni per accorciare i punti e chiudere rapidamente.

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Le vicende di Parigi hanno invece spinto il francese a inserire nel lotto anche Alexander Zverev. Il tedesco si presenta a Londra da fresco campione del Roland Garros, un traguardo che gli garantisce un enorme surplus di fiducia, anche se l’erba inglese è storicamente il suo tabù, non essendo mai andato oltre gli ottavi di finale. Mouratoglou è convinto che il tedesco abbia un leggero vantaggio psicologico in questo momento, ma che il trionfo parigino non intaccherà la sicurezza del vero grande favorito del torneo.

Il tecnico transalpino ha infatti deciso di fare “all-in” su Jannik Sinner. Nonostante l’incredibile passo falso parigino, dove l’azzurro è stato eliminato al secondo turno da Juan Manuel Cerundolo a causa di un colpo di calore e crampi, il numero uno del mondo resta il principale candidato alla vittoria finale. Complice l’assenza del rivale Alcaraz, Mouratoglou ha esaltato la costanza impressionante mostrata dall’italiano da gennaio a oggi, con una striscia di Masters 1000 pazzesca. La pressione di dover difendere il titolo di campione in carica si farà sentire, ma l’altoatesino ha ormai ampiamente dimostrato di saper gestire questo tipo di stress, partendo così in pole position assoluta per la riconquista di Church Road.

L’allarme di Mouratoglou: “Il tennis così rischia di sparire”

Se il pronostico sui favoriti rientra nella normale routine di vigilia, a sollevare dubbi sono state le successive riflessioni di Mouratoglou sullo stato di salute del tennis mondiale. Secondo il coach francese, la disciplina sta correndo un rischio enorme legato alla perdita di appeal verso le nuove generazioni.

Mouratoglou ha spiegato che tutti gli studi di settore dimostrano come i giovani non guardino più il tennis. La base degli appassionati è aumentata, ma sta invecchiando rapidamente, il che significa che proiettando lo sport in avanti di trenta o quaranta anni il pubblico rischia di sparire. Il problema principale, secondo il suo punto di vista, risiede nella struttura stessa del gioco: il prodotto attuale non è più adatto ai minori di trent’anni poiché i match sono troppo lunghi e persino gli stessi giocatori ammettono di preferire i riassunti social alle partite intere.

Marketing o realtà?

Le parole del tecnico francese sono indubbiamente condivisibili in termini di mutamento dei consumi televisivi, ma il sospetto è che Mouratoglou stia magistralmente portando acqua al suo mulino.

Non dobbiamo dimenticare, infatti, che il coach francese è la mente e il fondatore dell’UTS (Ultimate Tennis Showdown), un circuito indipendente nato proprio con l’obiettivo dichiaratissimo di stravolgere le regole del tennis tradizionale. I match dell’UTS durano appena 40 minuti, sono divisi in quarti da 8 minuti a tempo, non c’è tempo morto, la musica suona tra un punto e l’altro, il codice di condotta è ridotto all’osso e ci sono persino le “carte bonus” per raddoppiare i punti.

Solo il tempo dirà se la previsione di Mouratoglou si rivelerà corretta. Nel frattempo non resta che attendere per scoprire se la sua profezia sul vincitore sarà confermata dai fatti. E l’attesa, questa volta, sarà davvero breve.

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