Il suo nuovo prestigioso incarico all’Università e il progetto “Be Sporty Be Healthy” si intrecciano con la passione di sempre. L’ex campione si racconta a TennisTalker tra formazione, benessere e la radiografia del boom azzurro a Parigi
La vita professionale di Diego Nargiso sta vivendo una profonda ed entusiasmante evoluzione. Se per anni il suo nome è stato legato esclusivamente alle imprese sul campo e ai microfoni televisivi, oggi l’ex tennista azzurro ha deciso di mettere la sua enorme esperienza al servizio della formazione, del benessere fisico e del mondo accademico, stringendo un legame speciale con la città di Torino.
Nominato Senior Sport Manager del Politecnico di Torino, Nargiso ha ricevuto un mandato diretto dal Rettore Stefano Corgnati per trasformare l’ateneo in un’eccellenza sportiva mondiale, partendo da un presupposto chiaro: la formazione di uno studente non può dirsi completa senza la componente educativa dello sport.
In questa intervista rilasciata a TennisTalker, l’ex tennista azzurro racconta nel dettaglio la struttura di un progetto che punta a cambiare il DNA dell’università italiana. Non è mancato, infine, un accenno al magico momento del tennis azzurro, protagonista a Parigi e pronto a sognare ancora sull’erba di Wimbledon.
La nascita del progetto
Tutto è iniziato circa due anni fa, da un invito del Politecnico per una giornata di studi sull’evoluzione tecnologica e l’approccio al tennis, vissuta da Nargiso insieme a Flavia Pennetta e Lorenzo Sonego in una sorta di staffetta generazionale tra gli anni Novanta, Duemila e l’epoca attuale. Ed è proprio durante quell’incontro che prende forma il dialogo con il Rettore. Dalla condivisione di vedute sulla formazione dei giovani è scoccata la scintilla che ha dato vita al progetto.
Il sogno del Magnifico era chiaro: trasformare il Politecnico nella prima università pubblica italiana dotata di un’anima sportiva forte, autentica e imprescindibile. E Nargiso ne è diventato il perfetto esecutore.
La strategia e gli obiettivi
La strategia prevede la permeazione dei valori sportivi in tutto l’ateneo attraverso percorsi scientifici e didattici.
Dal punto di vista della didattica, l’ateneo ha implementato l’Add-on Minor in Sport Technology, un percorso tematico integrativo a cui gli studenti possono iscriversi per arricchire il proprio piano di studi. Parallelamente, Nargiso sta curando la creazione di un MOOC (Massive Open Online Course): un corso digitale incentrato sullo sport e sui suoi benefici per lo sviluppo fisico e psicologico dell’individuo, che garantirà agli studenti l’acquisizione di crediti liberi.
Un altro pilastro fondamentale riguarda il futuro lavorativo dei ragazzi: attraverso una società di consulenza esterna, il Politecnico sta avviando un sistema per certificare a livello internazionale le soft skills (leadership, attitudine al lavoro di squadra…) sviluppate dagli studenti attraverso la pratica dello sport agonistico. Queste competenze trasversali andranno ad arricchire direttamente il curriculum del laureato, offrendo una marcia in più nella selezione aziendale.
L’algoritmo di “Be Sporty, Be Healthy” e l’APP “Playground”
Il benessere della comunità universitaria è l’altro grande obiettivo del mandato di Nargiso. Il Politecnico di Torino ha già ottenuto la prestigiosa certificazione “Platinum” dalla FISU Healthy Campus – il massimo riconoscimento mondiale per il benessere studentesco – e ora sta lanciando la sperimentazione di “Be Sporty, Be Healthy”, un progetto ideato dallo stesso Nargiso.
“Spesso i ragazzi scelgono uno sport per emulare un amico, per volontà dei genitori o per comodità logistica, andando incontro alla noia o scoprendo di non avere le caratteristiche adatte“, spiega Nargiso. “Il nostro progetto utilizza un algoritmo scientifico da noi progettato che, tramite test attitudinali, psicologici e sociologici, individua lo sport ideale per ognuno. Lo sperimenteremo insieme all’Università del Foro Italico per le scienze motorie e all’Università delle Scienze Gastronomiche di Pollenzo, perché al benessere fisico uniamo la nutrizione sana e gustosa. La Regione Piemonte e la Commissione Europea sono molto interessate a questa sperimentazione per poi implementarla in tutti i paesi membri“.
Per favorire l’aggregazione, è in fase di sviluppo anche l’app Playground, una piattaforma digitale che permetterà agli studenti di organizzare autonomamente tornei interni nelle sedi sportive dell’ateneo, gestire i risultati e creare una vera e propria community.
Il sogno antico: una rivoluzione culturale per la CRUI
La visione di Nargiso e del Rettore Corgnati non si ferma ai confini di Torino. L’ateneo ha infatti deciso di assumere la delega allo sport all’interno della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), guidando un network che coinvolge altre realtà come per esempio Trento, Milano e Bergamo.
“Parliamo di una vera e rivoluzione culturale“, conclude Nargiso. “Il mio sogno è che un giorno, tra i parametri di ammissione all’università, ci sia anche quello di avere una preparazione fisico-sportiva di un certo livello. I futuri dirigenti della nostra nazione non possono avere una formazione solo nozionistica, serve una preparazione culturale e valoriale interna alla persona. Sono convinto che lo sport possa contribuire a migliorare la società moderna“.
Il punto sul tennis: “A Parigi c’è l’effetto Davis”
Nonostante la cattedra e i progetti europei, l’occhio di Nargiso resta fisso sulla terra rossa del Roland Garros e sulle prospettive di Wimbledon. Il cammino straordinario degli azzurri a Parigi, secondo l’ex campione, ha una spiegazione ben precisa.
“È come se i ragazzi si fossero sentiti responsabilizzati, esattamente come è successo in Coppa Davis quando i primi due giocatori erano fuori. Si sono uniti nelle difficoltà e hanno fatto qualcosa di epico, portando tre italiani nei quarti. Flavio Cobolli e Matteo Berrettini sono due gladiatori. Flavio contro Auger-Aliassime ha giocato un match pazzesco, dimostrando di saper stare lì nei momenti duri; Matteo ha sofferto ancora per problemi fisici, ma deve stare sereno perché l’erba di Wimbledon è il torneo dove può dire la sua”.
In vista dei Championships, Nargiso non ha dubbi: “Escludendo Jannik Sinner che è il favorito numero uno in assoluto, occhio al ceco Jakub Mensik, un giocatore pazzesco che dopo la semifinale già raggiunta a Parigi farà benissimo sull’erba”.
Per quanto riguarda i giovani azzurri che potranno farsi strada, Nargiso non ha dubbi: “Cinà e Grant hanno già dimostrato di poter fare bene, molto bene, e non ho dubbi che abbiano ancora molti margini di miglioramento”.
Una battuta finale anche sulla promozione della gestione lungimirante della FITP: “Il Presidente e il suo team sono stati registi visionari. SuperTennis e gli eventi sul territorio hanno reso il tennis lo sport più importante a livello nazionale”.
Ma la nuova partita di Diego, adesso, si gioca al Politecnico.




