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Agassi punge Sinner dopo il Roland Garros: “Nessuna scusa per un crollo simile, serve una figura nuova nel team”

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Il clamoroso crollo fisico e la conseguente eliminazione di Jannik Sinner al secondo turno del Roland Garros, arrivata per mano dell’argentino Juan Manuel Cerundolo, continuano a far discutere i grandi del tennis mondiale. Nonostante il torneo sia ormai giunto alle semifinali, a scuotere l’ambiente sono state le dichiarazioni durissime di Andre Agassi

L’ex numero uno del mondo, Andre Agassi, ospite a Parigi dell’emittente americana TNT Sports, ha analizzato senza filtri la sconfitta dell’azzurro, arrivata per un improvviso blackout fisico mentre era in vantaggio di due set e 5-1 al terzo, puntando il dito contro la gestione del match e la preparazione atletica.

Il verdetto di Agassi: “In forma sì, ma non preparato”

Il “Kid di Las Vegas” non ha cercato giri di parole. Pur ribadendo la massima stima per il talento dell’altoatesino, ha definito “inconcepibile” un cedimento strutturale in così poco tempo.

“L’eliminazione di Sinner è stata una cosa enorme. Se crolli dopo un’ora e 45 minuti in campo, non ci possono essere scuse. C’è una differenza enorme tra essere in forma ed essere preparati, e lui evidentemente non lo era.”

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Agassi ha poi fatto un paragone con la sua carriera e con il passato recente dello stesso Sinner:

  • Il limite di Agassi: “Quando giocavo avevo un orologio fisico: potevo reggere circa 4 ore. Col caldo torrido scendevo a 3 ore e 45, in condizioni ideali arrivavo a 4 ore e 10.”
  • Il precedente di Sinner: “L’anno scorso in finale [2025 contro Alcaraz] Jannik è stato in campo per 5 ore e mezza. Quest’anno, per il caldo, ha ceduto dopo solo un’ora e 45 minuti. Non può andare a sbattere contro un muro in questo modo.”

Il focus sull’idratazione: la ricetta del passato

Secondo l’otto volte vincitore Slam, il problema non è la dedizione al lavoro di Sinner (“Sappiamo tutti che si allena duramente”), ma una falla specifica nella gestione dei liquidi e dei nutrienti. Agassi ha ricordato come affrontava lui stesso le temperature estreme: “Quando andavo a giocare in Australia al meglio dei cinque set con il caldo, bevevo 10-12 litri d’acqua nelle 24 ore precedenti al match.”
Poi continua: Il mio rapporto carboidrati-proteine era di 4 a 1, e il recovery drink era studiato in un certo modo. Oggi la preparazione e il recupero sono gestiti a livello scientifico, ci sono medici e figure di ogni tipo. Metterei in discussione quello che assume e se lo sta facendo correttamente.”

Il consiglio: “Cambiare qualcosa o inserire un nuovo specialista”

La critica di Agassi si trasforma poi in un consiglio strategico per il futuro del numero 1 del mondo, che ironia della sorte condivide con l’americano lo storico coach Darren Cahill.

Per l’ex campione statunitense, insistere sulla stessa strada sarebbe un errore: “Ripetere la stessa cosa due volte e aspettarsi risultati diversi è un azzardo. Deve capire cosa cambiare e magari inserire una figura nuova all’interno del suo staff medico o tecnico.

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