Il classe 2005 croato ribalta i pronostici del Foro Italico. Approfittando del calo fisico di Nole, Prizmic sfodera un tennis coraggioso e si consacra sul Centrale, per poi chiudere con una splendida dedica: “Nole, è stato un piacere”
Un vero e proprio terremoto sportivo ha scosso il Foro Italico nella fresca serata romana di ieri. Sotto le luci del Campo Centrale, abbiamo assistito non solo alla dolorosa caduta di una leggenda, ma soprattutto alla prepotente consacrazione di un nuovo talento: Dino Prizmic. Il giovane croato di Spalato, classe 2005 e proveniente dalle qualificazioni, ha firmato uno degli upset più inaspettati, sconfiggendo il sei volte campione Novak Djokovic con il punteggio di 2-6, 6-2, 6-4 in due ore e quindici minuti di partita.
Oltre il timore reverenziale
L’inizio del match sembrava ricalcare un copione già scritto. Djokovic, al rientro ufficiale dopo l’assenza da Indian Wells, ha dominato il primo parziale in lungo e in largo. Inavvicinabile in risposta (quattordici punti vinti contro i soli tre del croato) e chirurgico negli scambi (appena quattro errori non forzati), il serbo ha incamerato rapidamente il primo set per 6-2.
Di fronte al proprio idolo d’infanzia, molti giovani si sarebbero arresi mentalmente. Prizmic, invece, ha fatto esattamente l’opposto: ha messo da parte il timore reverenziale e ha iniziato a tessere la sua tela, spingendo con coraggio da fondo campo e trovando geometrie sempre più letali.
Il cambio di marcia e la lucidità tattica
All’inizio del secondo set, la luce di Djokovic si è improvvisamente affievolita. Problemi di stomaco e una generale mancanza di tenuta atletica hanno costretto il trentottenne serbo a piegarsi spesso sulle ginocchia per recuperare fiato. Tuttavia, il merito enorme di Prizmic è stato quello di non limitarsi a guardare l’avversario in difficoltà, ma di attaccarlo senza pietà sportiva.
Il croato ha così innalzato vertiginosamente il suo livello di gioco, capitalizzando ogni occasione aiutato da un servizio solido, mettendo pressione da fondo campo e con una sana dose di cinismo.
Un terzo set rasente la perfezione e la firma d’autore
Nel parziale decisivo, l’eccellenza tennistica del ventenne è esplosa in tutta la sua sfrontatezza. Padrone assoluto delle dinamiche di gioco, Prizmic ha blindato i propri turni di battuta conquistando uno spaventoso 87% dei punti con la prima di servizio e impedendo a un ribattitore d’élite come Djokovic di procurarsi anche una sola palla break per rientrare nel match. La ciliegina sulla torta? Una palla corta millimetrica con cui si è tirato fuori d’impaccio in uno dei rarissimi momenti di tensione dell’incontro.
Al momento del match point, il Centrale ha tributato la giusta standing ovation a questo ragazzo che ha saputo cogliere l’opportunità della vita. La dimostrazione finale della sua maturità è arrivata subito dopo il fischio finale: avvicinatosi alla telecamera per il tradizionale rito della firma, Prižmić ha scritto con classe ed enorme rispetto “Nole, è stato un piacere”.
Prizmic signs the camera: “Nole, it was a pleasure”
by u/padfoony in tennis
Il circuito accoglie un’altra stella
Mentre l’uscita di scena di Djokovic apre scenari di profonda incertezza sul suo stato di forma in vista del Roland Garros, il circuito maschile abbraccia con entusiasmo questo nuovo talento in ascesa.
La vittoria di Prizmic si inserisce perfettamente nel grande ricambio generazionale che stiamo vivendo in questa stagione 2026, una tendenza “verde” già evidenziata nei mesi scorsi dalle cavalcate di giocatori come Rafael Jodar. Il tabellone romano perde una delle sue stelle, ma il tennis mondiale ha appena scoperto un ragazzo pronto a prendersi il palcoscenico principale.
Dino Prizmic aces Djokovic and celebrates the biggest win of his career!
by u/Large_banana_hammock in tennis




