Il francese Corentin Moutet protagonista di un’intervista volgare al Queen’s, la giornalista della BBC costretta a interrompere nel delirio generale
Il carattere fumantino ed estroso di Corentin Moutet non lo scopriamo certo ora. Il funambolo francese, attualmente numero 36 ATP, abbina a una mano delicata dei comportamenti spesso fuori dagli schemi, soprattutto per uno sport come il tennis. L’ultima delle tante quanto accaduto ieri al Queen’s, la cui tradizionale sacralità è stata scossa dal ripetuto turpiloquio dell’ex numero 30 ATP.
Il contesto
Per arrivare all’intervista post partita, prima si deve passare per la vittoria di Moutet sul connazionale Mpetshi Perricard. Una battaglia lunga 2h53′, terminata 6/7 6/4 7/6 in favore del 27enne ai danni del più giovane qualificato. La crescita di Perricard si è scontrata così ancora una volta con la concretezza del circuito ATP, che non perdona le lacune e dove ormai non basta avere una grandissimo servizio.
Tanti punti con la battuta per Perricard, capace di chiudere in proprio favore l’88% dei punti giocati con la prima, ma anche tantissimi non forzati (30). Per Moutet decisivo l’unico break del match, conquistato sul 5/4 del secondo parziale, che gli ha permesso di minare le convinzioni dell’avversario e di portarlo alla battaglia del terzo set e quindi su un terreno meno congeniale. Nel prossimo turno Corentin se la vedrà con Alejandro Davidovich Fokina, un altro tennista che se ne intende di atteggiamenti fuori dagli schemi.
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La dinamicha e i 7 “f*ck”
La vicenda è ormai nota come “l’intervista dei 7 f*ck”, ovvero la parola scelta da Moutet per scatenare l’ilarità del pubblico e convincere la BBC a interrompere il collegamento.
La giornalista Jenny Drummond, cercando di analizzare i momenti chiave del match, ha chiesto a Moutet come avesse gestito le seconde di servizio a 142 miglia orarie di Mpetshi Perricard. La risposta del francese non ha lasciato spazio a interpretazioni tecniche: ha ammesso di aver pensato esclusivamente alla parola con la “F” nel momento in cui vedeva arrivare la palla a quella velocità.
L’inviata ha immediatamente chiesto di moderare il linguaggio, fra le risate generali. Per tutta risposta, il numero 36 del ranking ha ripetuto la parolaccia per tre volte consecutive. Un ultimo tentativo di Drummond di salvare il collegamento, offrendo una nuova domanda con la preghiera di mantenere un tono pulito, ha generato l’ennesima reazione di sfida del giocatore, che ha snocciolato un’altra sfilza di imprecazioni. La giornalista è stata quindi costretta a scusarsi, chiudendo l’intervista con l’augurio di una futura intervista più serena. Inutile dire come la reazione del pubblico abbia alimentato l’atteggiamento di Moutet, del tutto a proprio agio con un microfono davanti e una platea di persone ad attendere proprio un momento “alla Moutet”.
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La sanzione economica e il tentativo di scuse
Clare Balding, conduttrice della trasmissione, ha dovuto reiterare le scuse agli spettatori di BBC Two e iPlayer, facendo notare come il francese stia alimentando la sua nomea di elemento di disturbo nel circuito. Accanto a lei, l’ex tennista britannica Annabel Croft ha definito il comportamento senza mezzi termini, etichettandolo come spaventoso e inaccettabile.
L’ATP non ha ancora emesso il comunicato ufficiale, ma il codice di condotta parla chiaro per casi del genere. Moutet si è garantito un assegno di circa 37.000 euro per l’approdo al secondo turno del Queen’s, somma che verrà verosimilmente decurtata in maniera sostanziosa. Le regole sui tornei del circuito maggiore prevedono sanzioni severe per l’oscenità udibile, a maggior ragione se reiterata e provocatoria nei confronti di un’emittente partner del torneo.
Moutet non ha atteso l’esito della commissione disciplinare per commentare l’accaduto. Affidandosi ai suoi canali social, ha cercato di minimizzare l’episodio derubricandolo a semplice goliardia: ha spiegato che si trattava di uno scherzo, augurandosi di non aver offeso nessuno e ringraziando per l’affetto ricevuto dai tifosi sugli spalti, alcuni dei quali avevano effettivamente riso durante lo scambio di battute.




