L’olandese penalizzato durante il match perso contro Cecchinato riapre una vecchia polemica: il sottile confine tra infortunio e malessere generale. È tempo di riformare la regola del Medical Timeout?
La vittoria in due set di Marco Cecchinato su Max Houkes, nel primo turno delle qualificazioni al Roland Garros, è stata lo scenario di un problema che spesso accade durante i match di tennis.
Il caso dell’olandese ha infatti scoperchiato, ancora una volta, le falle di un regolamento che finisce, inevitabilmente, per ignorare la fisiologia del corpo umano.
Max Houkes with a first-time slam quali experience in Roland Garros – treated by his opponent for cramping and getting a 3 game penalty for taking too long to resume play
by u/jovanmilic97 in tennis
Il confine burocratico tra infortunio e malessere
Il problema risiede nella classificazione del problema fisico. Per la normativa attuale, non tutti i cedimenti del corpo garantiscono il diritto a un intervento medico senza sanzioni.
Se un giocatore subisce un trauma acuto (come una distorsione o uno strappo muscolare), la procedura lo tutela. Ma se il problema è legato ‘semplicemente’ ad un malessere fisiologico – come crampi, cali di pressione o crisi di fatica estrema – il sistema non prevede uno stop. Il tennista in difficoltà si trova quindi davanti a un bivio: continuare a giocare in condizioni di palese sofferenza, oppure forzare una richiesta di assistenza che, se respinta dall’arbitro, si traduce in un warning o in un punto di penalità?
La paura dei “furbetti” e la necessità di una riforma
La vicenda vissuta da Max Houkes non è un’eccezione, ma si sa che in passato il Medical Timeout sia stato sfruttato come escamotage tattico per spezzare il ritmo dell’avversario, portando le istituzioni a dover decidere per un cambiamento nel regolamento.
Punire però chi ha realmente bisogno di assistenza solo perché il suo problema non rientra in una “categoria predefinita” forse è un errore. Trasforma il campo da tennis in un tribunale e costringe l’atleta a dover scegliere tra una prestazione fisicamente umiliante e il ritiro.




