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Guida al primo acquisto: come scegliere la racchetta da tennis ideale per iniziare

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Peso, bilanciamento e dimensioni dell’ovale: ecco le regole d’oro per evitare gli errori più comuni e trovare il telaio giusto senza farsi male

Scendere in campo per le prime volte è un’iniezione di entusiasmo, ma davanti allo scaffale dei negozi di articoli sportivi la scelta dell’attrezzatura può trasformarsi in un tremendo rompicapo. Spesso si commette l’errore di farsi ammaliare dai modelli utilizzati dai grandi campioni della TV, dimenticando che una racchetta da professionista rischia solo di complicare l’apprendimento e, nei casi peggiori, di causare fastidiosi risentimenti muscolari. Per chi muove i primi passi, la parola d’ordine deve essere una sola: facilità.

Per non sbagliare investimento, ci sono due caratteristiche tecniche fondamentali da analizzare con attenzione: la gestione dei pesi e l’ampiezza dell’ovale.

La fisica sul braccio: il peso e il bilanciamento perfetto

Il primo scoglio da superare riguarda i grammi dell’attrezzo. Trovare la giusta sintonizzazione con il proprio corpo è vitale. Un telaio eccessivamente pesante frena lo sventaglio del braccio e affatica precocemente l’articolazione della spalla, mentre uno troppo inconsistente espone a vibrazioni fastidiose a ogni impatto.

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Per il pubblico femminile, il consiglio è quello di orientarsi su telai leggeri, indicativamente tra i 250 e i 270 grammi, capaci di garantire movimenti fluidi e rapidi senza gravare sulla muscolatura. Gli uomini che si approcciano alla disciplina possono invece spingersi su un peso intermedio, compreso tra i 270 e i 285 grammi, una terra di mezzo ideale per sviluppare i colpi e trovare il giusto compromesso tra la spinta della palla e il controllo della traiettoria. Volendo tracciare una linea di partenza standard, i 265 grammi per le donne e i 280 grammi per gli uomini rappresentano il perfetto compromesso per i primi mesi di pratica.

A fare la differenza, tuttavia, non è solo il dato numerico sulla bilancia, ma come quel peso viene distribuito lungo la struttura (il cosiddetto bilanciamento):

  • Oltre i 32,5 cm (in testa): Spostare il baricentro verso l’alto aiuta chi ha ancora un movimento corto a generare una buona velocità di palla senza dover applicare una forza eccessiva.
  • Sotto i 32 cm (al manico): Una scelta che privilegia la reattività e il controllo del movimento, rendendo l’attrezzo estremamente agile da muovere nello spazio.

Lo “Sweet Spot”

L’altro grande alleato del tennista alle prime armi è la dimensione dell’ovale, l’area d’impatto dove si incrociano le corde. In questa fase della carriera, la precisione millimetrica nel colpire la pallina esattamente al centro non può essere costante; serve quindi un attrezzo che sappia perdonare le imperfezioni.

Le racchette consigliate per il debutto sono quelle con un piatto generoso, compreso tra i 645 e i 690 cm². Un piatto corde così ampio espande la cosiddetta “zona utile d’impatto” (lo sweet spot). Tradotto in termini pratici: anche se la palla viene colpita leggermente decentrata, la racchetta risponderà comunque in modo efficace, regalando profondità al colpo con il minimo sforzo e riducendo drasticamente il senso di frustrazione tipico delle prime lezioni.

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