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Roland Garros, il meglio e il peggio del Day 1: favole, drammi e cadute eccellenti a Parigi

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Dalle lacrime di Marta Kostyuk per un missile alla storica impresa del giovane Nishesh Basavareddy contro Taylor Fritz, passando per l’emergenza intestinale di Gea e la rinascita di Marco Trungelliti: tutto quello che non hai visto della prima giornata

Si è alzato il sipario sul Roland Garros 2026 e la prima giornata ha già regalato il suo consueto mix di emozioni. Se per i colori azzurri vi abbiamo già raccontato le maratone vincenti in cinque set di Federico Cinà e Lorenzo Sonego, così come le sconfitte all’esordio di Lucia Bronzetti e Mattia Bellucci, il resto del tabellone ha visto conferme, ritorni e lacrime amare.

Ecco il meglio e il peggio che ha caratterizzato questo Day 1 sulla terra rossa francese.

La sorpresa: il “derby” a stelle e strisce e il trionfo di Basavareddy

Il 21enne americano Nishesh Basavareddy, in gara con una wild card e numero 156 del mondo, ha firmato l’impresa della giornata battendo il connazionale e numero 7 del seeding Taylor Fritz per 7-6(5), 7-6(5), 6-7(9), 6-1. Nessun tennista americano batteva un top-10 al Roland Garros dal lontano 2000.

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La chiave tattica? Un bombardamento continuo di palle corte che ha destabilizzato Fritz (al rientro dopo due mesi di stop per la tendinite cronica al ginocchio). “Ha fatto drop shot pazzeschi su palle che atterravano sulla linea di fondo. Mi ha ucciso, non c’era molto che potessi fare”, ha ammesso Fritz, visibilmente dispiaciuto per il risultato del match.

Alla fine dell’incontro, Basavareddy si è poi preso tutti gli applausi del pubblico, non solo per la prestazione tennistica, ma anche per aver ringraziato il pubblico in un perfetto francese (imparato grazie alle lezioni prese dal coach transalpino Gilles Cervara), guadagnandosi una standing ovation.

Le lacrime e il coraggio di Marta Kostyuk

La pagina più toccante, e allo stesso tempo più tragica, è quella di Marta Kostyuk. La 23enne ucraina, reduce dalla vittoria a Madrid e testa di serie numero 15, ha battuto Oksana Selekhmeteva per 6-2, 6-3, ma ha giocato con il dolore nel cuore. Poche ore prima del match, un missile russo ha colpito un edificio a soli 100 metri dalla casa dei suoi genitori a Kiev.

In conferenza stampa, mostrando la foto della sua casa con fumo e fiamme sullo sfondo, ha confessato: “Ho pianto per gran parte della mattinata. Mi sentivo male al pensiero che se fosse caduto 100 metri più in là, oggi non avrei una madre e una sorella”.

Il ritorno di Trungelliti e lo spavento di Nole

Il rosso, da sempre, esalta chi sa soffrire. Ne sa qualcosa Marco Trungelliti: a 36 anni compiuti, l’argentino ha sconfitto la wild card francese Kyrian Jacquet per 6-4, 6-2, 6-2, centrando una vittoria nel tabellone principale di uno Slam che gli mancava dagli US Open del 2021 (e a Parigi da ben cinque anni).

Ha dovuto faticare, invece, il numero 3 del seeding Novak Djokovic. Contro il gigantesco battitore francese Giovanni Mpetshi Perricard, Nole ha perso il primo parziale, per poi rimettere in ordine le idee e chiudere 5-7, 7-5, 6-1, 6-4. Il premio più grande? L’abbraccio dei figli a fine match.

Nessun problema per Alexander Zverev (2) che ha spazzato via Bonzi in tre set, e vittorie solide per i giovani Joao Fonseca e Jakub Mensík, bravi a domare i rispettivi avversari transalpini (Pavlovic e Droguet) e il tifo infuocato del Court Simonne-Mathieu. Nel femminile, partenza in scioltezza per Mirra Andreeva (8), vittoriosa su Fiona Ferro per 6-3, 6-3.

Cadono Krejcikova e Raducanu

Il “peggio” agonistico di giornata spetta ad alcune illustri bocciature. Stupisce, ma forse neanche troppo visti gli ultimi risultati, l’eliminazione di Barbora Krejcikova, campionessa qui nel 2021 e a Wimbledon nel 2024. Al rientro da un infortunio alla coscia, la ceca si è arresa al caldo e alle accelerazioni dell’americana Hailey Baptiste, perdendo in quasi tre ore di gioco per 6-7(7), 7-6(6), 6-2.

Destino amaro anche per Emma Raducanu, apparsa tremendamente arrugginita: la britannica è stata travolta per 6-0, 7-6(4) dall’argentina Solana Sierra. Sorprendente, infine, anche il ko della testa di serie n.21 Clara Tauson, rimontata dall’ucraina Daria Snigur (3-6, 7-5, 6-2).

L’emergenza di Gea

Per chiudere con un sorriso, la curiosità del giorno arriva dalla sfida tra Karen Khachanov e Arthur Gea. Il match è stato improvvisamente interrotto con una scena decisamente inconsueta: il giovane francese ha comunicato al giudice di sedia di dover correre disperatamente in bagno a causa di improvvisi, e non rinviabili, problemi intestinali. Un “pit-stop” fisiologico che ha strappato più di qualche risata sugli spalti!

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