TennisTalker MagazineEditorialiSinner ha cambiato la terra battuta: i numeri che fanno tremare Parigi
Pubblicato in:

Sinner ha cambiato la terra battuta: i numeri che fanno tremare Parigi

- Advertisement -

Quattro finali consecutive nei Masters 1000 sul rosso, 33 vittorie di fila nei “Mille” e un tennis che non assomiglia più a quello dei vecchi specialisti: Jannik arriva al Roland Garros come uomo da battere

Una volta il rosso aveva le sue regole, quasi il suo galateo. Bisognava saper aspettare, arrotare, consumare le scarpe e il pomeriggio. C’erano i terraioli veri, categoria riconoscibile già dal modo in cui scivolavano verso il telone. Jannik Sinner, invece, sulla terra ci entra come uno che ha dimenticato il manuale in albergo. E forse è proprio questo il punto.

I numeri, intanto, si sono messi a parlare da soli. Quattro finali consecutive nei Masters 1000 giocati sul rosso: Roma 2025, poi Montecarlo, Madrid e ancora Roma. L’ultimo italiano a fare due finali di fila al Foro era stato Nicola Pietrangeli tra il 1957 e il 1958, quando il tennis aveva ancora il bianco addosso e le racchette sembravano mobili da salotto.

A ingigantire il tutto ci sono i numeri che trascendono il rosso: il ragazzo da Sexten ha messo insieme 33 vittorie consecutive nei Masters 1000. Più delle 31 infilate da Djokovic nel 2011. Non è una statistica da archivio, è un cambio di gerarchia; di tirannide imposta ovunque. Non si parla più di adattamento alla superficie: Sinner ha iniziato a imporre il proprio tennis anche sul terreno che storicamente premiava altri ritmi e altre geometrie.

- Advertisement -

La cosa curiosa è che Sinner domina il rosso senza giocare da terraiolo. Non alza palombelle per mezz’ora, non aspetta l’errore dell’altro come un pescatore sul molo. Prende il campo, toglie tempo, spinge. A Montecarlo ha soffocato le variazioni di Alcaraz; a Madrid ha fatto correre Zverev più di quanto Zverev volesse correre.

Anche il servizio, sulla terra, ha cambiato faccia. Il kick non è più un colpo di cortesia ma un modo per aprirsi il campo e comandare subito lo scambio. In risposta Jan sta sempre più vicino alla riga, quasi con arroganza geometrica: l’idea è quella di togliere ossigeno all’avversario fin dal primo colpo.

E allora Parigi si avvicina a grandi passi recando una domanda diversa dal solito: non più “cosa potrà fare Sinner sulla terra più famosa del mondo?”, ma piuttosto “chi riuscirà davvero a portarlo fuori dal suo tennis?”. Perché la sensazione, guardandolo in questa primavera, è che il rosso non stia affatto rallentando il numero uno del mondo. Semmai, gli sta dando ancora più tempo per fare male.

- Advertisement -
Classifica Super Simulata FITP esclusiva TennisTalker
Ricerca avanzata giocatori TennisTalker

Instagram Gallery

Tennistalker Club - 15% sconto su Tennis Warehouse Europe