A Cesenatico Raul è avanti set e break ma subisce la rimonta di Prihodko al termine di un match dai mille volti. Francesco cede nettamente a Merida Aguilar. Festa per Sweeny a Brisbane e per Kotov a Koblenz
Una classica domenica di distribuzione-trofei in giro per il mondo del secondo circuito professionistico. A Cleveland e Rosario si gioca tardi complice il fuso orario americano, seguirà apposita flash dedicata per darvi conto dei tornei che lì si giocano.
Brisbane
Grande festa a casa Sweeny, dove il “piccolo Dane” (170 centimetri leggendo le – secondo me generose – statistiche ATP) ha battuto nel derby in finale Tristan Schoolkate e conquistato il primo trofeo Challenger della carriera al terzo tentativo, tutti disputati in Australia. Perso il primo 6-3, Sweeny ha rischiato grosso nell’undicesimo gioco del secondo, quando è stato costretto a cancellare due palle break che, qualora trasformate, avrebbero spedito Schoolkate a servire per il match. Sweeny ha finito per vincere il set al tie break e sempre al tie break ha prevalso anche nella frazione decisiva, conquistata col brivido della volata quando avrebbe potuto chiudere con maggior agio: sul quattro pari, infatti, il buon Dane aveva sciupato tre palle break consecutive da un favorevole 0-40 in risposta.
Cesenatico
Dolorosissima sconfitta per Raul Brancaccio nella finale della Start Romagna Cup. Il tennista di Torre del Greco ha finito per cedere al termine di oltre due ore e mezza di baruffa una partita pazza all’ucraino Oleg Prihodko, numero 440 del ranking ATP. Brancaccio ha vinto al tie break un primo set ricucito dall’1-4 annullando pure un set point sul 7-6 Prihodko nel gioco decisivo, e sull’abbrivio è scattato avanti anche nel secondo, portandosi sul 4-1. Qui il blackout e l’esiziale parzialone di sette giochi a zero Ucraina, con il giocatore nato a Pavlohrad trovatosi all’improvviso avanti 2-0 nel terzo.
Raul ha avuto la forza di risalire e tenere il match in bilico fino al quattro pari, ma il break subito nel nono game gli è stato purtroppo fatale. Prihodko a ventotto anni può così stappare un buon Sangiovese, considerato il territorio sede del torneo: per lui è il primo titolo Challenger della carriera.
Koblenz
Quarta coppa Challenger nella bacheca di Pavel Kotov al termine di una partita estenuante contro Tom Gentzsch sul Deutsches Eck. Due ore e quarantotto minuti di lotta furibonda e controversa e una valigia piena di rimpianti, quella che Gentzch porterà sull’accelerato per Duisburg. Gentzsch che ha stradominato il secondo set dopo aver perso il primo; che è stato avanti di un break nel terzo parziale (anche una palla sprecata per il 5-3) e che nel tie break decisivo ha sprecato prima un 3-0 di vantaggio, poi due match point sul 6-5 e sull’8-7. Un po’ di respiro per il russo, il quale, complici svariati guai fisici, è precipitato ai margini della top 500 ATP dopo essere stato anche numero 50 nel giugno di due anni fa.
Tenerife
Pomeriggio dalle molteplici sfaccettature quello della domenica canaria. Da una parte la festa di Merida Aguilar, profeta in patria e capace di prendersi il titolo battendo la testa di serie numero uno, dall’altra la finale storta di Francesco Maestrelli, battuto da favorito eppure con qualcosa da salvare. Il madrileno, classe duemilaquattro, ha conquistato il secondo trofeo Challenger della carriera dopo Pozoblanco 2025 e da domani salirà al numero 152 del mondo, best ranking. L’azzurro invece ha giocato molto al di sotto dei suoi giri abituali, faticato a trovare continuità e visto scivolare via il match senza mai davvero accendersi. Eppure, anche nelle giornate grigie, il rammarico ogni tanto lascia qualcosa di positivo: da domani Maestrelli sarà numero 108 ATP, nuovo massimo personale.
Francesco non avrà molto tempo per rimuginare, perché il calendario propone già il Tenerife 2 e l’esordio complicato contro Michael Mmoh, ex numero 81 del mondo, al rientro dopo l’ennesimo infortunio, questo al pettorale.




