Un clamoroso João Fonseca rimonta due set a zero (e un break nel quinto) a Novak Djokovic e centra gli ottavi al Roland Garros
Il Roland Garros ha consumato uno dei verdetti più clamorosi, un autentico passaggio di consegne generazionale che azzera i geroglifici del tabellone maschile. Dopo il forfait prematuro di Jannik Sinner, cade anche l’altro grande pretendente alla Coppa dei Moschettieri: Novak Djokovic si arrende al terzo turno sotto i colpi di un fantascientifico Joao Fonseca. Il diciannovenne brasiliano compie l’impresa della vita, rimontando due parziali di svantaggio al leggendario serbo prima di imporsi al quinto set dopo una maratona di ben quattro ore e 53 minuti: 4-6 4-6 6-3 7-5 7-5 il punteggio di un match già destinato alla storia.
Non è stata una questione di braccino o di pressione legata ai favori del pronostico. A far saltare il banco è stata la fiammata di un ragazzo nato nel 2006, capace di guardare negli occhi un monumento classe 1987 e di scardinare le sue certezze un punto alla volta, proprio quando il match sembrava saldamente nelle mani del ventiquattro volte campione Slam. Per capire la portata del terremoto tennistico basti pensare che, prima di oggi, una rimonta da due set a zero ai danni di Nole sulla terra di Parigi era riuscita soltanto a Jurgen Melzer, nei quarti di finale del lontano 2009.
Con l’uscita di scena di Djokovic (che non salutava un Major così presto dal terzo turno dello US Open 2024 contro Popyrin) il torneo parigino perde l’ultimo tennista in tabellone capace di aver già sollevato uno Slam in carriera. Il dato è tratto: l’edizione 2026 del Roland Garros consacrerà ufficialmente un volto nuovo nell’albo d’oro dei grandi Major.




