Intrigo di panchina poche ore prima dell’inizio del Roland Garros. Viktor Troicki molla improvvisamente Kecmanovic dopo un anno e mezzo per unirsi al box di Nole. L’amarezza del giovane connazionale e la difesa del fuoriclasse di Belgrado
Il triangolo sportivo composto da Novak Djokovic, Viktor Troicki e Miomir Kecmanovic ha acceso i riflettori su un inaspettato intrigo di panchina proprio nelle ore che hanno preceduto il via del Roland Garros 2026. La scelta del ventiquattro volte campione Slam di affidarsi all’ex compagno di Coppa Davis non ha sorpreso tanto per il nome in sé, quanto per le tempistiche fulminee e le modalità di un ingaggio che ha lasciato un pesante strascico di polemiche all’interno della compagine balcanica.
Nonostante il brillante esordio parigino (Kecmanovic ha superato senza troppi problemi l’ungherese Fabian Marozsan al primo turno con il punteggio di 7-6, 6-3, 6-4), il numero 48 del ranking ATP ha catalizzato l’attenzione della stampa non per il suo tennis, ma per il brusco divorzio dal suo allenatore.
Una transizione fulminea: il retroscena
Kecmanovic e Troicki collaboravano stabilmente dall’inizio del 2025. Dopo un anno e mezzo di lavoro condiviso, il classe 1999 si aspettava un epilogo decisamente diverso, soprattutto alla vigilia di uno degli appuntamenti più importanti della stagione.
Ai microfoni della stampa serba (SportKlub), Miomir non ha nascosto la propria frustrazione, rivelando una sequenza temporale dei fatti che ha dell’incredibile:
- Domenica: Kecmanovic festeggia la vittoria in un torneo Challenger
- Lunedì: riceve da Troicki la comunicazione dell’interruzione immediata del rapporto lavorativo
- Martedì: Troicki viene avvistato sul Court Philippe-Chatrier, già intento a dirigere l’allenamento di Djokovic
- Mercoledì: il giorno in cui, teoricamente, Troicki e Kecmanovic sarebbero dovuti volare insieme a Parigi
“A dir la verità, questa decisione mi ha confuso, per non dire scioccato!”, ha dichiarato Kecmanovic ai giornalisti a Parigi. “Lunedì mi è stato detto che avrebbe smesso di lavorare con me, e mercoledì saremmo dovuti partire. Invece, martedì pomeriggio era già sullo Chatrier con Novak. È tutto chiaro, non devo aggiungere molto. Sono molto deluso, ma grazie a Dio ora ho Ogi con me. Le cose vanno bene, c’è una buona energia e lui crede in me: ora è lui il mio capo allenatore”.
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La risposta di Djokovic
La palla è passata inevitabilmente nel campo di Novak Djokovic. Il fuoriclasse serbo è reduce da un debutto parigino tutt’altro che banale contro Giovanni Mpetshi Perricard, match in cui ha ceduto il primo set (un evento che al primo turno del Bois de Boulogne non gli capitava dal lontano 2008).
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Interpellato sulla vicenda in conferenza stampa, Nole ha optato per un netto smarcamento. Ha confermato di aver contattato privatamente Kecmanovic per spiegargli il proprio punto di vista sulla situazione, ribadendo però la ferma volontà di non farsi trascinare nelle dinamiche private tra il giocatore e Troicki. Una scelta diplomatica atta a blindare la serenità del suo box in un momento estremamente delicato.




