Lo storico allenatore di Rafa è intervenuto a Roma all’incontro formativo “Il coraggio di rischiare”. Un manifesto su disciplina, cultura del lavoro e l’elogio del campione azzurro
Nella splendida cornice della Capitale, a margine degli Internazionali BNL d’Italia 2026, si è consumato uno dei momenti più alti e ispiratori delle due settimane romane di I Tennis Foundation. Presso l’Angelini Academy, l’incontro formativo “Il coraggio di rischiare – il tennis come metafora” ha avuto come assoluto protagonista Toni Nadal.
Lo storico mentore e zio di Rafael Nadal, capace di bachecare ben 17 titoli dello Slam, ha dialogato con figure di spicco del panorama tennistico e manageriale, tra cui Alberto Castellani, Stefano Cobolli, il CEO di Angelini Academy Marco Morbidelli e il co-founder di I Tennis Foundation Simone Bongiovanni.
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L’incoronazione di Jannik Sinner
Alla domanda su quale giocatore del circuito attuale sceglierebbe di guidare dalla panchina, lo stratega maiorchino non ha avuto il minimo dubbio, spendendo parole al miele per il numero uno azzurro: “Allenerei Sinner. Ha disciplina, educazione e una mentalità che ricorda quella dei più grandi. Mi piace lavorare con persone che non creano problemi e che accettano la verità, anche quando è scomoda. Tutto nella vita si può migliorare: è solo questione di dedicarsi”.
Una dichiarazione d’amore sportivo che fotografa perfettamente l’essenza del tennista altoatesino, un atleta che fa della cultura del lavoro e dell’umiltà il suo marchio di fabbrica, rispecchiando i valori cardine che Toni ha sempre preteso sul campo.
La cultura della verità contro i compromessi moderni
L’intervento di Toni Nadal è stato un vero e proprio manifesto metodologico, in aperto contrasto con alcune derive del tennis contemporaneo, dove spesso i coach tendono a compiacere eccessivamente i propri assistiti.
Parlando del ruolo del coach, lo spagnolo ha detto: “Oggi molti allenatori devono dire ai giocatori ciò che vogliono ascoltare. Io non l’ho mai fatto. Con Rafael parlavo con sincerità, anche quando era dura. Il risultato non è importante quanto il percorso per arrivarci”.
Nadal ha poi raccontato anche un episodio emblematico della sua filosofia: “Prima di una finale di Montecarlo contro Federer, Rafael mi chiese come vedevo la partita. Gli dissi la verità: che Roger aveva un dritto migliore, un rovescio migliore, un servizio migliore… Mi fermò. Ma io gli risposi: ‘Se vuoi, posso ingannarti. Ma il giudizio del campo non ci ingannerà’. La verità è la base del miglioramento”.
Toni ha poi ricordato il drammatico 2005, quando a Rafa fu diagnosticata una rara malattia al piede che sembrava doverne decretare la fine precoce della carriera. “Molte volte usciva zoppo dal campo. Ma ha continuato, sempre. Si è ritirato sapendo di aver fatto tutto ciò che era in suo potere”.
Il bilancio di I Tennis Foundation a Roma
L’intervento del coach spagnolo ha impreziosito il fitto programma di I Tennis Foundation, l’associazione di beneficenza di cui TennisTalker è fiera di essere Media Partner. Il progetto ha vissuto due settimane intensissime a Roma, combinando solidarietà, formazione e grande tennis.
Il percorso è iniziato con la Charity Night al Circolo Montecitorio, dove sono stati consegnati i diplomi del progetto internazionale Little Tennis Champions 2025–26 e sono stati nominati membri onorari Renzo Furlan, Stefano Cobolli e Matteo Donati. Successivamente, i giovani borsisti hanno potuto allenarsi con coach di livello internazionale, incontrare campioni del calibro di Flavia Pennetta e Lorenzo Sonego, e infine respirare l’atmosfera del Foro Italico durante il torneo Tennis Europe Supercategory Under 16.
“Queste due settimane rappresentano uno dei momenti più intensi del nostro anno”, ha commentato visibilmente soddisfatto Simone Bongiovanni. “I nostri ragazzi hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con professionisti che incarnano i valori più autentici del tennis: crescita tecnica, maturità mentale ed educazione. È questo il percorso che vogliamo offrire a chi ha talento e sogni da inseguire”.





