Sicuro, maturo e con un tennis già da grande: il talento francese lancia la sfida a Marin Cilic a Parigi: “Se non mi diverto qui, cosa potrei apprezzare nella vita?”
Lo Slam parigino si prepara a fare da cornice a un match che riscrive le statistiche del tennis moderno. Al primo turno del Roland Garros 2026, l’urna ha riservato un incrocio generazionale che non può passare inosservato: da una parte del campo il veterano croato Marin Cilic, 37 anni e un titolo Slam in bacheca; dall’altra la giovanissima wild card francese Moise Kouamé, nato nel marzo del 2009 e con soli 17 anni all’anagrafe.
I due contendenti sono separati da vent’anni e sei mesi di differenza. Si tratta del divario anagrafico più ampio registrato sulla terra del Bois de Boulogne dal lontano 1973, quando si sfidarono Paul Gerken e l’allora ultraquarantenne Torben Ulrich. Un vero e proprio passaggio di consegne generazionale tra chi dominava il circuito quando l’avversario frequentava ancora le scuole elementari.
Moise Kouamé: il prodigio del 2009 che stupisce per maturità
Kouame non è un debuttante qualunque: ha già bruciato le tappe nel circuito minore, diventando il primo classe 2009 a vincere un match a livello Challenger (a Lille contro Dodig) e ad esordire in un Masters 1000 a Miami. Arrivato alla posizione numero 316 del ranking ATP in pochissimi mesi di professionismo, il ragazzo ha subito stupito i giornalisti nella sua prima conferenza stampa parigina, sfoggiando un ottimo inglese e una serenità da veterano del circuito.
“Per me è un privilegio essere qui, un’opportunità che non tutti hanno e sono grato alla Federazione”, ha dichiarato Kouamé. “Voglio godermi la corsa e dare il massimo. Se non mi diverto al Roland Garros, cosa potrei apprezzare nella vita? In campo ho tante armi: servizio, dritto e rovescio. So di non essere perfetto, ma l’allenamento serve a questo. Spero che il pubblico di casa mi dia una grande forza”.
E ancora: “Quando siamo in campo, abbiamo così tanta voglia di fare bene, di vincere, siamo talmente concentrati su noi stessi che a volte non ci rendiamo nemmeno conto della fortuna che abbiamo. Nel mio caso, poter giocare un torneo del genere così presto. Ovviamente dovrò restare molto concentrato su me stesso, perché ho voglia di vincere la partita. Ma c’è anche questa componente di distacco, di lasciarsi andare un po’ e prendere le cose con maggiore prospettiva. E soprattutto sorridere, ridere, divertirsi in campo: è anche per questo che faccio questo sport, per divertirmi, correre, lottare fino in fondo…”
L’urto dei tre set su cinque
Nonostante l’enorme divario di esperienza, il match si preannuncia molto interessante dal punto di vista tecnico. Marin Cilic, attuale numero 45 del mondo, è un maestro nel gestire le energie e sulla terra parigina vanta una semifinale nel 2022.
Il croato cercherà di accorciare il più possibile gli scambi. Sfrutterà la pesantezza del suo servizio e le accelerazioni piatte di dritto per togliere tempo al giovane rivale, impedendogli di far saltare la pallina alta sopra la spalla. Il francese possiede un’eccellente fase difensiva e una spiccata capacità di variare il ritmo del gioco. La vera incognita sarà la tenuta sulla lunga distanza dei tre set su cinque. Kouame ha svolto test fisici e atletici specifici nei giorni scorsi con i coach Richard e Yoann, ma dal punto di vista muscolare deve ancora strutturarsi del tutto per reggere i colpi dei tennisti d’élite.
Questo insolito primo turno fotografa alla perfezione l’attuale stato del circuito ATP: da un lato la straordinaria longevità dei campioni capaci di restare competitivi fin quasi a quarant’anni, dall’altro la dirompente precocità delle nuove leve che costringono i veterani a non abbassare mai la guardia.




