Al Sardegna Open il romano supera la testa di serie numero 1 e si prende un quarto di finale di lusso contro l’ex numero 6 del mondo: “Felice di come sono stato in campo”
Matteo Berrettini è andato a Cagliari per cercare partite, ritmo, fiducia. Tre parole semplici, ma nel tennis di rincorsa sono quasi tutto. A pochi giorni dagli Internazionali d’Italia, al via giovedì prossimo, il romano ha scelto il Sardegna Open, Challenger 175 solo per etichetta: guardando il campo dei partecipanti, più che un torneo cadetto sembra un ATP 250 travestito.
Il percorso, fin qui, gli ha già restituito qualcosa: all’esordio Berrettini ha superato il prodotto del sistema college USA Patrick Kypson, non senza attraversare una zona di turbolenza: lo statunitense numero 90 ATP è stato avanti di un break nel terzo set. Negli ottavi, invece, l’azzurro ha alzato il livello e ha battuto Mariano Navone, testa di serie numero 1 e specialista della terra battuta. Venerdì primo maggio, nel giorno della festa dei lavoratori, per Matteo ci sarà da sgobbare parecchio: il suo avversario sarà infatti Hubert Hurkacz, ex numero 6 del mondo.
La vittoria su Navone conta non solo per il nome dell’avversario, ma per come è arrivata. Berrettini ha giocato un match ordinato, serio, con più continuità rispetto al primo turno. Non tutto è stato perfetto, perché l’azzurro ha avuto le occasioni per chiudere prima entrambi i set e non le ha sfruttate. Però è rimasto dentro la partita, senza farsi portare via dal nervosismo. In questa fase, per lui, è tutta roba da portare a casa con gioia.
Dopo il match, Berrettini ha dato peso proprio a questo aspetto: “Per me è una vittoria importante, perché ho giocato un match di livello molto alto. Ho avuto chance per chiudere prima entrambi i set e non le ho sfruttate, ma ciò che contava era rimanere lì, tenendo alta la concentrazione”. Parole che rincuorano perché non sanno di trionfalismi, ma di piedi per terra e voglia di rimettersi in discussione.
Navone, del resto, non era un passaggio morbido. Berrettini lo ha riconosciuto con chiarezza: “Navone è un avversario di livello, molto solido soprattutto in risposta. Avevo chiaro il piano partita, ma poi tradurlo in campo non è mai così semplice. Sono soddisfatto di come ho gestito il match e fa piacere essere arrivato ai quarti. Il pubblico si è fatto sentire tanto: spero di ritrovare lo stesso sostegno anche nei prossimi incontri“.
Agli Internazionali, il torneo di casa di Matteo, manca meno di una settimana: il warm-up è iniziato bene e potrebbe proseguire meglio.




