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Chi farà il grande salto nel 2026?

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Gli esperti rispondono a TennisTalker e, attenzione, perchè non tutti la pensano nella stessa maniera… Tra certezze già affermate e qualche sorpresa, il 2026 si preannuncia esplosivo e innovativo

Mentre i riflettori sono puntati sui protagonisti di oggi, il futuro è già in movimento tra tornei Challenger, primi Slam, campi di allenamento e nuove generazioni pronte ad emergere.

Per provare a capire chi e cosa segnerà il tennis del 2026, abbiamo chiesto a chi il tennis lo vive ogni giorno – da prospettive diverse – di condividere la propria visione. Giocatori, ex giocatori, allenatori, commentatori e protagonisti del circuito hanno risposto con indicazioni precise e motivazioni dettagliate. Ne nasce un viaggio tra talenti nascosti, possibili esplosioni e qualche previsione che potrebbe sorprendere.

Tutto nasce da una dichiarazione di Patrick Mouratoglou che ha indicato Joao Fonseca e Victoria Mboko come le vere rivelazioni per il 2026.  Prendendo la palla (da tennis ovviamente) al balzo, abbiamo girato la domanda agli esperti: chi sono i giocatori che prevedi potranno fare il grande salto di qualità il prossimo anno?

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Da questa domanda sono nate tutte le risposte che vi presentiamo (in ordine alfabetico), tra conferme, sorprese e nuovi nomi da tenere d’occhio.

Prima però un piccolo retroscena merita di essere raccontato: quando il discorso si è spostato sul tennis femminile, non tutti hanno voluto sbilanciarsi. Alcuni esperti hanno candidamente ammesso di non seguire il circuito con continuità sufficiente per azzardare previsioni. Da buoni sportivi, la trasparenza e la sincerità vengono prima di ogni pronostico!

ALESSANDRO BEGA – Ex giocatore professionista, oggi allenatore di Matteo Berrettini

Ovviamente anch’io vi dico Fonseca, ma anche Tien sta crescendo tantissimo e sulle superfici rapide sta già dimostrando di essere un ottimo giocatore. Ma attenzione anche a Fils che se torna a star bene, penso abbia un gran potenziale.
Nel femminile, Andreeva, Mboko, e Osaka – se ritrova continuità – hanno le qualità per vincere – o, nel caso di Osaka, tornare a vincere – uno Slam. Aggiungo anche Linda Noskova, che ha solo 21 anni ed è già 13 del mondo.

Linda_Nosková
Linda_Nosková – Hameltion, CC BY-SA 4.0 , via Wikimedia Commons

RICCARDO BISTI – Giornalista e commentatore TV per Eurosport

Quando si parla di giovani emergenti è facile finire sempre sugli stessi nomi, e anche le indicazioni fornite da Mouratoglou rientrano in questa dinamica: Mboko è già stabilmente tra le prime venti e Fonseca viene da tempo indicato come il possibile terzo incomodo del circuito. Profili solidi, senza dubbio, ma anche piuttosto prevedibili. Per questo vale la pena spostare lo sguardo un po’ più in basso e provare a individuare traiettorie meno battute, ma potenzialmente molto interessanti.

In campo maschile il nome su cui soffermarsi è quello di Rafael Jodar, a patto che decida di intraprendere definitivamente la carriera professionistica. Attualmente è ancora legato all’Università della Virginia, ma tutto lascia pensare che il passaggio al professionismo sia soltanto una questione di tempo. Jodar è un giocatore di grande talento e di notevole completezza, un profilo che avrebbe meritato attenzione anche prima delle Next Gen Finals, competizione che ha semplicemente confermato impressioni già emerse in precedenza. Il suo è un tennis fondato sulla lotta costante, sulla capacità di rimanere dentro ogni scambio e di competere su ogni palla. Ma la qualità che più colpisce è forse quella di cui si parla meno: Jodar sa vincere le partite.

Rafael Jodar
Rafael Jodar

Sul versante femminile il profilo più intrigante è quello di Janice Chen, giocatrice indonesiana cresciuta all’interno del sistema universitario statunitense, la cui età anagrafica – compirà 24 anni a maggio – rischia di essere fuorviante rispetto alla sua reale maturità tennistica. Il suo gioco è vario, intelligente, ricco di soluzioni tecniche e di sensibilità, tanto da rendere quasi inevitabile il paragone con Ashleigh Barty, per quanto possa sembrare abusato. Una sua eventuale crescita non sarebbe soltanto una buona notizia in termini di risultati, ma anche per la qualità dello spettacolo offerto dal circuito.

MARIA ELENA CAMERIN – Ex giocatrice professionista, best ranking WTA nr. 41, oggi Tecnico Nazionale FITP

Per il 2026 vedo anch’io Fonseca nel maschile. Sta crescendo molto fisicamente, con un gioco aggressivo e un dritto devastante.
Nel femminile, Brenda Fruhvirtova, tenista ceca classe 2007: grande varietà di colpi, ma quello che più mi ha colpito è la sua incredibile intelligenza tattica.

Brenda Fruhvirtova
Brenda Fruhvirtova – si.robi, CC BY-SA 2.0 , via Wikimedia Commons

OMAR CAMPORESE – Ex giocatore professionista, best ranking ATP nr. 18, oggi commentatore TV per la RAI ed allenatore

Assolutamente Fonseca! Per quanto riguarda invece il circuito femminile non lo conosco così a fondo per poter esprimere un parere preciso.

RENZO FURLAN – Ex tennista professionista – best ranking ATP nr. 19 – ed ex allenatore di Jasmine Paolini. Oggi opinionista Sky

Non sono d’accordo del tutto con Mouratoglou. Fonseca è un nome noto e ormai quasi una certezza, ma io punterei anche su Jakub Mensik nel maschile. Teniamo presente che è un classe 2005, quindi giovanissimo.  Secondo me nel 2026 può arrivare in Top 10. Tra le donne, le possibili sorprese sono Iva Jovic e aggiungo anche Tyra Grant. In sintesi: nel maschile Fonseca e Mensik, nel femmine Grant e Jovic.

Tyra Grant
Tyra Grant – Foto Mattia Martegani

DIEGO NARGISO – Ex tennista professionista – best ranking ATP n.67 in singolare e 25 nel doppio- e oggi commentatore TV per SuperTennis

Come non essere d’accordo con Mouratoglou? Fonseca sicuramente sarà la rivelazione – o meglio, la conferma – del 2026, ma aggiungo anche il nome di Rafael Jodar, grande talento spagnolo. Non so rispondere per quanto riguarda le donne perché non sono sufficientemente preparato sul tennis femminile.

ROBERTO MARCORA – Ex giocatore professionista – best ranking ATP nr. 150 – sparring partner di Sinner durante la sospensione per il caso Clostebol e oggi co-conduttore del Podcast di TennisTalker “Players Lounge

Su Fonseca il consenso è ormai trasversale, e personalmente non posso che essere d’accordo, anche perché è un giocatore che mi ha colpito fin dalla prima volta che l’ho visto scendere in campo. C’è qualcosa di immediatamente riconoscibile nel suo tennis, a partire da quel dritto che, quando viene caricato e lasciato andare, produce un suono pieno, quasi iconico, uno di quelli che restano impressi anche ad occhi chiusi. È una manata di rara bellezza, potente ma non scomposta, che racconta molto del suo potenziale.

A questo si aggiunge un elemento identitario non secondario: Fonseca è brasiliano, sudamericano, e porta con sé una cultura tennistica che storicamente ha sempre aggiunto colore e personalità al circuito. L’auspicio è che il 2026 possa essere l’anno della sua esplosione definitiva, anche se, a ben vedere, segnali importanti sono già arrivati. Forse ci si aspettava qualcosa in più già nel corso della stagione, ma il finale del 2025 ha comunque certificato una crescita concreta, culminata con il titolo di Basilea, il miglior ranking in carriera e una chiusura d’anno in progressione. Tutti indizi che portano a pensare al 2026 come all’anno della vera rivelazione, anche perché l’età gioca nettamente a suo favore: a 19 anni i margini sono enormi e i tempi sono assolutamente dalla sua parte.

Il tennis maschile, del resto, sembra aver bisogno di una nuova figura capace di inserirsi come terzo polo, un giocatore in grado di spezzare la dialettica dei “nuovi Federer e Nadal”, oggi incarnati da Sinner e Alcaraz, con un ruolo da vero disturbatore di equilibri, alla Djokovic. In questa prospettiva, piaccia o no, il candidato naturale sembra proprio essere Fonseca.

Sul fronte femminile, invece, il quadro è meno definito e, onestamente, mancano riferimenti altrettanto chiari.

ANGELICA MORATELLI – Tennista professionista, top 100 WTA in doppio

Non c’è dubbio che nomi come Fonseca – che mi piace da impazzire – e Mboko siano già ben conosciuti. A mio modestissimo parere, sono però previsioni a basso rischio: parliamo di giocatori che hanno già dimostrato molto e che hanno tutte le carte in regola per confermarsi nel 2026. Detto questo, andando un po’ oltre Fonseca, nel maschile mi piacerebbe inserire anche Arthur Fils. È un giocatore che personalmente spero si stia riprendendo: ha caratteristiche fisiche e tecniche importanti e, se ritrova continuità, può davvero fare un salto di qualità.

In ambito maschile, oltre a questi nomi, sento parlare molto bene anche di Tien. Ho visto solo qualche spezzone, ma è chiaro che per lui il 2026 sarà soprattutto un anno di conferme: il talento c’è, ora dovrà dimostrare di saper reggere aspettative e continuità.

Nel femminile, invece, un nome che seguo con particolare attenzione è Maya Joint, anche perché ho avuto modo di giocarci contro. È una tennista solida, ordinata, con un tennis molto ripetibile: non vive di fiammate estemporanee, ma costruisce risultati con pazienza. Non fa rumore, ma cresce. Ed è spesso proprio questo tipo di percorso a portare lontano. Mi intriga molto anche Iva Jovic, anche se onestamente l’ho vista ancora troppo poco per sbilanciarmi completamente.

Maya Joint
Maya Joint – Hameltion, CC BY-SA 4.0 , via Wikimedia Commons

CLAUDIO PISTOLESI – Ex giocatore professionista – best ranking ATP nr. 71 – oggi affermato coach in Florida e membro del consiglio direttivo della GPTCA (Global Professional Tennis Coach Association)

Se parliamo di standout player del 2026, io voglio andare un po’ fuori dal coro e dirti chi, secondo me, sarà in grado di spingersi davvero avanti negli Slam. Nel maschile questo significa, realisticamente, un giocatore diverso da Alcaraz, Sinner e – finché c’è – Djokovic. Arrivare in semifinale oggi è già quasi un’impresa, a meno di infortuni clamorosi.

Per questo il mio nome è Flavio Cobolli. Un giocatore che, senza alcuna tradizione sull’erba, ha raggiunto i quarti a Wimbledon; che poi ha vinto un torneo importante e storicamente pesante come Amburgo sulla terra; e che ha contribuito alla vittoria della Coppa Davis in un modo che sembrava scritto per un film. Ha 23 anni, l’età giusta, e secondo me possiede tutti gli ingredienti per essere la sorpresa dell’anno.

Lo conosco da quando era molto giovane, ho avuto il piacere di stare nel suo box allo US Open quest’anno, l’ho visto da vicino nel suo percorso di crescita e, sì, forse sono un po’ di parte. Ma anche mettendo da parte il lato personale, credo che a livello mondiale Cobolli sia un nome credibile. Non è un caso se si allena con Alcaraz. Per me, nel 2026, il giocatore da seguire è lui.

Flavio Cobolli (foto presa da x.com)

Seguendo la stessa logica, nel femminile scelgo Mirra Andreeva. Parliamo di una giocatrice giovanissima, ma già con risultati importanti alle spalle, un tennis spettacolare e una maturità fuori dal comune. Credo abbia tutto per inserirsi stabilmente ai vertici e, perché no, anche per vincere uno Slam, entrando nel gruppo che oggi comprende Sabalenka, Swiatek, Pegula, Gauff e Paolini.

MARA SANTANGELO – Ex tennista professionista, best ranking WTA nr. 27 in singolare e nr. 5 in doppio

Per il 2026 parto da un nome che, in realtà, è già una certezza in costruzione. Come ha sottolineato anche Mouratoglou, credo che Joao Fonseca crescerà tantissimo nel prossimo anno. Mi piace il modo in cui sta in campo: ha ancora margini evidenti di miglioramento per arrivare ai primissimi posti del ranking, ma le basi ci sono tutte. Soprattutto mi colpisce la sua attitudine, quel divertirsi giocando che è tipico dei tennisti brasiliani e sudamericani in generale. È un aspetto che, a questi livelli, può fare una grande differenza.

Per quanto riguarda il femminile, vivendo a Dubai ho avuto modo di seguire da vicino molti allenamenti durante l’off-season. Qui si ritrovano tantissimi professionisti: da Sinner a Berrettini, da Rublev a Badosa. Dubai è ormai un vero hub del tennis internazionale. Proprio in questo contesto ho visto allenarsi anche Lilli Tagger, giovanissima giocatrice, seguita da Francesca Schiavone.

Tagger Roland Garros Junior
Il rovescio ad una mano di Tagger al Roland Garros junior (foto presa da pagina roland garros)

È una tennista che mi ha impressionato moltissimo, non solo per il livello di gioco, ma anche per la maturità, dentro e fuori dal campo. Ha una velocità di esecuzione notevole, grande qualità di palla e una visione di gioco davvero rara per la sua età. Oggi parte da una classifica intorno alla 150-160 del mondo, ma credo che il 2026 possa essere l’anno del suo ingresso stabile tra le prime 100. Per me è una giocatrice da tenere assolutamente d’occhio nei prossimi anni.

ANDREA VAVASSORI – Tennista professionista – best ranking ATP nr. 6 nel doppio – vincitore di 4 tornei ATP solo nel 2025 in coppia con Simone Bolelli

La penso esattamente come Mouratoglou. Come dargli torto? Fonseca l’ho visto spesso giocare durante i tornei del circuito e ha sicuramente una marcia in più. Invece perdonatemi, ma non sono molto preparato in campo femminile.

Se Fonseca, Jodar o Mboko sapranno trasformare il loro potenziale in risultati concreti, il prossimo anno potremmo assistere ad una vera rivoluzione nei ranking. Preparatevi: il tennis del futuro sta per entrare in campo. Buon anno a tutti i tennisti, professionisti e non!

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