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Dimitrov fra déjà vu ed elogi a coach Nalbandian apparecchia la sfida con Berrettini a Wimbledon

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Grigor Dimitrov dopo due belle vittorie a Wimbledon ha elogiato il lavoro svolto con il coach David Nalbandian, al terzo turno la sfida con Berrettini

Quello visto in azione nei primi due turni di Wimbledon sembra un Grigor Dimitrov ritrovato, lontano dalle prestazioni opache dell’ultimo anno. A dire il vero il bulgaro anche l’anno scorso stava brillando ai Championships, dove da testa di serie numero 19 si arrese a Jannik Sinner per colpa di un infortunio quando era avanti di due set.

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Dimitrov splende fra déjà vu e un coach speciale

Immerso in una spirale involutiva, nel corso della stagione l’ex numero 3 ATP ha deciso di affidarsi in pianta stabile a un altro ex numero 3: David Nalbandian. Una collaborazione idilliaca fra il bulgaro e l’argentino sin dal principio, come raccontato tempo fa dallo stesso Dimitrov. Scivolato quasi fuori la Top 150, Grigor ha ripreso dalla gavetta del circuito minore con alcune apparizioni Challenger senza troppo successo.

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Il ritorno sull’erba che l’anno scorso gli tolse tutto sembra però aver ridato linfa al campione delle ATP Finals 2017, che ha collezionato un quarto di finale a Maiorca e ha messo in fila due bellissime vittorie a Wimbledon. Proprio ai Championships per Dimitrov è arrivata la vittoria più importante della stagione, maturata ieri in quattro set contro la testa di serie numero 15 Jakub Mensik.

Il brutto déjà vu

Avanti due set a uno il bulgaro ha dovuto fare i conti con il destino. Proprio come nella sfortunata sfida con Jannik Sinner del 2025, a un certo punto la direzione decide di chiudere il tetto. A quel punto Dimitrov si lamenta, prima con l’arbitro e poi con il proprio angolo: “Proprio come l’anno scorso“. Alla fine però tutto bene, nonostante un break subito a inizio quarto set Grigor è riuscito a rimettersi in carreggiata chiudendo forse definitivamente i conti con il destino.

Ho subito un break nel primo game del quarto set, quindi non è stato un ottimo inizio. Ascolta, ovviamente ho alzato lo sguardo 4 o 5 volte. Speravo di riuscire a chiudere la partita prima che il tetto si chiudesse di nuovo. È stato quasi un déjà vu. Non puoi fare altro che sorridere. Ciò che è successo in passato rimane lì. Bisogna accettare ciò che verrà, nel bene e nel male. Oggi è stato tutto incentrato su questo“.

Le parole al miele su Nalbandian e la sensazione di rinascita

Prima di iniziare a lavorare insieme abbiamo voluto conoscerci bene. Adoro quanto fosse coraggioso nel giocare qualsiasi partita. Penso che fosse un competitore incredibile. Nella fase in cui mi trovavo l’anno scorso, riprendendomi da un infortunio, sapevo che avevo assolutamente bisogno di quella spinta“.

È riuscito a riaccendere in me alcune cose che, per così dire, erano un po’ spente. Ha saputo guidarmi nella direzione giusta con autorevolezza, ma allo stesso tempo con molta umiltà”.

David Nalbandian e Grigor Dimitrov durante un allenamento
David Nalbandian e Grigor Dimitrov durante un allenamento / foto dal canale X di Jose Moron

Così Grigor Dimitrov si è espresso sul coach David Nalbandian, prima di spostare l’attenzione sulle sensazioni positive e il senso di rinascita dopo un anno da incubo.

Questa settimana è stata rigenerante per me. È stata, senza dubbio, la migliore settimana degli ultimi dodici mesi. Sono molto grato per aver avuto l’opportunità di competere qui di nuovo. Solo io so tutto quello che ho passato negli ultimi mesi, ora mi trovo al terzo turno di Wimbledon, il mio corpo risponde e questo è ciò che conta“.

In questo momento sento che sto correndo la mia corsa. Vincere o perdere è una linea molto sottile, ma ora cerco di tirare fuori altre cose da me stesso. Voglio migliorare aspetti che forse avevo trascurato durante la mia carriera e circondarmi di persone che mi ricordino quali sono veramente i fondamenti importanti“.

Il prossimo turno con Matteo Berrettini

L’avversario di Dimitrov nel terzo turno sarà Matteo Berrettini, autore ieri di una vittoria altrettanto bella e importante su Arthur Fils. Quella fra il bulgaro e l’azzurro sarà una partita in cui sarebbe bello fissare un pareggio, un doppio passaggio del turno, ma nel tennis non è possibile e dunque spazio al migliore. Sia Matteo che Grigor in questa fase della carriera avrebbero bisogno di una spinta che solo gli Slam possono darti, un po’ come accaduto all’italiano qualche settimana fa al Roland Garros.

Due volte avversari in carriera, ma nel lontano 2019, Matteo e Grigor sono fermi sull’1-1 nei precedenti di Vienna e Montecarlo. Sul veloce ebbe la meglio l’azzurro, sulla terra il bulgaro.

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