Safullin travolge Fonseca in tre set con un servizio impeccabile e un gioco che non lascia spazio al brasiliano. Un’altra testa di serie – dopo Rublev – che lascia Wimbledon di fronte a un giocatore ritrovato, che nel 2025 ha rischiato il ritiro
Ci sono giornate in cui ogni il timing sulla palla è semplicemente perfetto. È esattamente la sensazione che ha trasmesso Roman Safiullin nel suo terzo turno a Wimbledon, dove ha liquidato talento João Fonseca con un triplo 6-3. Nonostante il potenziale cristallino del brasiliano sia indiscutibile, l’erba londinese ha messo a nudo tutta la sua attuale discontinuità, facendolo sembrare a tratti un ragazzino alle prime armi di fronte a un veterano in rilancio.
In due ore e dieci minuti di assolo, Safiullin ha messo in piedi quella che potremmo definire una lezione di tennis sui prati: penetrante, incisivo e costantemente in anticipo sulla palla. I numeri del russo raccontano un dominio totale: zero palle break concesse, l’80% di punti vinti con la prima di servizio, 41 vincenti e un incredibile 82% di successo a rete (32 discese a segno su 39 tentativi). Soluzioni che hanno tolto l’ossigeno a Fonseca, apparso lontanissimo parente del giocatore ammirato solo poche settimane fa nei quarti di finale del Roland Garros contro Novak Djokovic.
La rinascita dopo l’infortunio
Quello di Safiullin è il coronamento di un percorso di pura resilienza. Dopo aver sgambettato Andrey Rublev al debutto, Fonseca è la seconda testa di serie consecutiva che il russo cancella dal tabellone. “Sono felicissimo di aver giocato e vinto in questo modo. Nei mesi scorsi ho dovuto gestire un infortunio da cui non sapevo se sarei tornato a calcare i campi”. È facile capire perché le lacrime che versa sul campo, nell’intervista post, partita hanno il sapore dolce del riscatto: sprofondato fino alla posizione numero 189 del ranking ATP a causa di guai fisici che lo hanno tenuto ai box per tutta la seconda metà del 2025, Roman ha ricostruito la sua classifica passando dai Challenger, sollevando i trofei di Oeiras e Mauthausen tra aprile e maggio.
Ora la terra promessa sono gli ottavi di finale nello Slam più prestigioso del mondo, dove attende il vincente della sfida tra Novak Djokovic e Arthur Rinderknech. Comunque vada, quella di Safiullin è già una storia delle stori più belle di questo Wimbledon.




