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Wimbledon fantascientifico: dentro la stanza da 150.000 euro che rigenera i tennisti in meno di un’ora

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Debutta all’All England Club la futuristica Recovery Suite: tra lettini da biohacking spaziali, idrogeno molecolare e kombucha, i campioni si riprendono dalle maratone dello Slam

Se pensate che il recupero post-partita di un tennista professionista consista ancora in un semplice defaticamento, un massaggio, un bagno di ghiaccio e un piattone di sushi per ricaricare le batterie, siete rimasti decisamente indietro. A Wimbledon 2026 il recupero degli atleti è diventato una branca specialistica della scienza medica, un’esperienza di trasformazione totale per mente e corpo.

La dimostrazione perfetta si trova all’interno del rinnovato Millennium Building, dove l’All England Club ha stanziato un investimento milionario per inaugurare una zona benessere che sembra uscita direttamente da un film di fantascienza. Un ambiente arioso, rilassante, ricco di piante e poster vintage che contrastano con le tecnologie spaziali presenti all’interno, dove non si avverte nemmeno un lontano odore di pomate riscaldanti.

L’Ammortal Chamber: un guscio da 150.000 euro

Il vero gioiello di questa “wellness zone”, gestita sotto la guida di Marc Violone (co-proprietario dell’azienda Recover), è la Ammortal Chamber. All’apparenza può ricordare un comune lettino abbronzante, ma si tratta in realtà di un sofisticatissimo dispositivo hi-tech dal valore di ben 150.000 euro.

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Questo lettino bioenergetico a zig-zag, dotato di una calotta trasparente che scende sul giocatore, combina simultaneamente una serie di terapie d’avanguardia: terapia a luce rossa e vicino infrarosso, tecnologia vibroacustica, campi elettromagnetici pulsati multi-onda, inalazione di idrogeno molecolare e tracce audio guidate per la respirazione. L’obiettivo? Riavviare il sistema nervoso, ridurre drasticamente lo stress e l’affaticamento muscolare, e supportare la longevità fisica.

I tennisti possono sfruttare una sessione “energizzante” di appena 15 minuti prima di scendere in campo, oppure concedersi trattamenti rigeneranti che vanno dai 25 fino ai 50-60 minuti dopo il match, a seconda delle esigenze. All’atleta è richiesta una sola cosa: la totale passività.

Tra sonni profondi e smoothie metabolici

L’efficacia della camera è stata testata (e approvata) da diversi protagonisti del circuito, tra cui lo statunitense Tommy Paul, che ha raccontato la sua esperienza con grande ironia: “A essere onesti non so bene cosa faccia quel lettino, perché mi sono addormentato quasi subito. Però una cosa è certa: quando mi sono svegliato mi sentivo davvero incredibilmente riposato”.

Oltre alla celebre camera, la suite offre stivali a compressione pneumatica, terapie caldo-freddo di ultima generazione, pistole massaggianti e dispositivi per ottimizzare la qualità del sonno. C’è persino un nutrition bar super fornito, dove i giocatori possono fare il pieno di nutrienti con Kombucha al caffè, snack di biltong (carne essiccata ricca di proteine bioinformate) e smoothie attivatori di energia.

In uno Slam di due settimane, dove i ritmi sono asfissianti e si scende in campo per match al meglio dei cinque set ogni due giorni, la gestione dei dettagli fa tutta la differenza del mondo. Come sottolineato da Laura Robson, ex numero 1 britannica e oggi responsabile delle relazioni con i giocatori a Wimbledon, l’All England Club ha staccato nettamente gli altri tre Major in termini di strutture mediche: “I giocatori non hanno accesso a strutture simili durante le normali settimane del circuito. È un bonus straordinario per loro: entrano qui distrutti ed escono come persone nuove in meno di un’ora”.

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