TennisTalker MagazineNewsDimitrov ricorda Wimbledon 2025: "Stavo giocando un tennis incredibile contro Sinner, poi l'incubo"
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Dimitrov ricorda Wimbledon 2025: “Stavo giocando un tennis incredibile contro Sinner, poi l’incubo”

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In una chiacchierata con Tsitsipas e Mouratoglou, il bulgaro ricorda il doloroso ritiro dello scorso anno: “Sentii un crac, poi vidi il muscolo muoversi sotto la pelle”

Con l’avvicinarsi di Wimbledon, l’erba londinese torna a far battere il cuore di appassionati e tennisti. Per qualcuno, però, quei campi evocano anche ricordi dolorosi. È il caso di Grigor Dimitrov che, nel corso di una conversazione con Stefanos Tsitsipas e il coach Patrick Mouratoglou, ha ripercorso nei dettagli il terribile infortunio che lo costrinse al ritiro mentre era in vantaggio contro Jannik Sinner negli ottavi di finale dell’ultima edizione del torneo, poi vinta proprio dall’azzurro.

Il racconto di Dimitrov parte da un curioso episodio avvenuto nel turno precedente contro Corentin Moutet, un dettaglio apparentemente insignificante, ma fondamentale per comprendere ciò che sarebbe accaduto in seguito. A causa di una leggera pioggia, il match era stato sospeso e il bulgaro, per mantenere il corpo in movimento, aveva iniziato a fare alcuni scatti a bordo campo. Durante uno di questi movimenti, ha infilato accidentalmente un dito nei pantaloncini e ha sentito un rumore secco, simile ad uno strappo. Per un attimo ha temuto un problema muscolare, salvo poi rendersi conto di aver semplicemente lacerato gli shorts. Uno spavento senza conseguenze che, però, ha finito per influenzare in modo decisivo le sue sensazioni pochi giorni dopo.

Arrivato alla sfida contro Sinner, il bulgaro si sentiva inizialmente un po’ freddo nei primi game, ma poco dopo la partita era girata totalmente a suo favore. Dimitrov ricorda che stava giocando un ottimo tennis, il servizio viaggiava a velocità insolitamente alte senza alcuno sforzo e si stava divertendo molto. Avanti nel punteggio e forte di un turno di battuta sul 40-0, Grigor ha deciso di servire e scendere a rete per chiudere con una volée. Ma proprio nell’istante dell’impatto con la palla di servizio, ha avvertito distintamente lo stesso identico rumore sentito giorni prima con i pantaloncini.

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Nel tentativo di colpire la volée, Dimitrov si è reso conto che il suo braccio destro era completamente immobile. Immediatamente ha avvertito dei forti capogiri, un dolore lancinante e la sensazione che il flusso sanguigno fosse impazzito. Senza capire cosa stesse realmente succedendo, il bulgaro ha provato persino a servire nuovamente.

Mi sono detto: ‘Va tutto bene, sto bene’. È stata quasi un’esperienza extra-corporea. Ho deciso di servire un’altra volta, giusto per capire se fosse davvero tutto a posto. Però ho sentito quel rumore, ho sentito chiaramente uno schiocco. Nel momento in cui ho servito, ho avuto la sensazione che il mio braccio fosse dall’altra parte del campo. Poi ho iniziato a preoccuparmi, perché il dolore era più o meno al centro del petto. Ho persino pensato di avere qualche problema al cuore.”

In un primo momento Dimitrov ha sperato che il dolore potesse attenuarsi, ma una volta rientrato negli spogliatoi i fisioterapisti hanno immediatamente capito la gravità della situazione. Dopo avergli fatto togliere la maglietta, hanno notato un’evidente alterazione del muscolo pettorale, che si muoveva in modo anomalo. A quel punto gli hanno comunicato che non sarebbe stato in grado di proseguire l’incontro. Una diagnosi che il bulgaro aveva già intuito, dato che non era riuscito nemmeno ad alzare il braccio per togliersi la maglietta.

Una ferita fisica e mentale che ancora oggi si porta dentro, supportata da alcune teorie personali su cosa possa aver scatenato quel cedimento strutturale, ma consapevole che, ormai, non ci sarà mai una risposta certa.

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