Dopo il crollo contro Juan Manuel Cerundolo al Roland Garros, la tenuta nelle maratone Slam di Jannik Sinner torna al centro del dibattito. Secondo Tim Henman, le difficoltà dell’azzurro emergerebbero soprattutto nelle partite più lunghe e disputate in condizioni climatiche impegnative
A un certo punto del terzo set, sul Philippe-Chatrier, Jannik Sinner si è seduto sui cartelloni pubblicitari. Non era una posa teatrale e nemmeno una scena costruita per le telecamere. Era un giocatore in evidente difficoltà fisica. Pochi minuti prima il numero uno del mondo conduceva comodamente contro Juan Manuel Cerundolo. Poco dopo avrebbe perso una partita che sembrava già archiviata.
Da Parigi è rimasta soprattutto quell’immagine. E attorno a quell’immagine, inevitabilmente, si è riaperta una discussione che accompagna Sinner da diversi anni: la gestione delle energie nelle giornate più lunghe e più calde.
Tim Henman ha provato a dare una spiegazione. L’ex numero uno britannico non parla di limiti nella preparazione né di cedimenti mentali. La sua attenzione si concentra sul cronometro. Secondo Henman esisterebbe una soglia – identificata nei fatidici duecentodieci minuti, tre ore e mezza – oltre la quale il rendimento dell’azzurro tende a diminuire con maggiore evidenza, soprattutto quando il caldo entra pesantemente nell’equazione.
L’osservazione nasce dal Roland Garros ma guarda più lontano. Per oltre due ore Sinner aveva controllato il match. Servizio, profondità di palla, gestione degli scambi: tutto sembrava sotto controllo. Poi il motore ha iniziato a perdere giri. Non all’improvviso, ma in modo progressivo e visibile.
Naturalmente sarebbe sbagliato trasformare una lettura televisiva in una verità scientifica. Tuttavia il tema non nasce oggi. Nel corso degli anni alcune delle giornate più complicate vissute dall’altoatesino sono arrivate proprio in condizioni ambientali particolarmente pesanti. Viene in mente l’ottavo di finale degli US Open 2023 perso contro Alexander Zverev dopo quasi cinque ore di gioco e una partita segnata anche dai crampi.
Oppure gli Australian Open 2025, quando il caldo australiano costrinse Sinner a convivere con un evidente malessere fisico durante la sfida con Holger Rune. Fino ad arrivare alla lunghissima finale del Roland Garros 2025 contro Carlos Alcaraz, oltre cinque ore di tennis e un dispendio energetico enorme. Situazioni diverse tra loro, certo, ma accomunate da una costante: quando il cronometro corre e le condizioni si fanno più severe, il tema della gestione delle energie torna inevitabilmente al centro della scena.
L’analisi ha anche a che fare con un concetto dirimente: la risposta individuale al calore. Non tutti gli organismi reagiscono allo stesso modo. Non tutti disperdono la temperatura corporea con la stessa efficacia. E nel tennis moderno, dove una partita può trasformarsi in una maratona di quattro o cinque ore, questi dettagli contano.
Il punto, però, è un altro. Nessuno nel circuito mette in discussione la preparazione atletica di Sinner. Anzi. Una parte importante della sua ascesa al numero uno del mondo passa proprio dai miglioramenti costruiti negli ultimi anni sul piano fisico. Per questo la riflessione di Henman appare interessante: non perché individui una debolezza, ma perché prova a capire dove possa trovarsi il prossimo margine di crescita.
Il tennis contemporaneo è sempre più uno sport di resistenza. Gli Slam, in particolare, chiedono ai giocatori di sopravvivere a due settimane di battaglie, spesso in condizioni climatiche severe. È lì che il cronometro diventa un avversario invisibile.
Henman ritiene che il tema meriti attenzione. Cahill e Vagnozzi, probabilmente, avranno già iniziato a studiare dati e parametri. Perché una sconfitta contro Cerundolo può sempre capitare. Quello che interessa davvero al team di Sinner è capire perché, in una partita che sembrava chiusa, il serbatoio si sia svuotato così rapidamente.
Più che una bocciatura, è una domanda aperta. E nel tennis dei dettagli, spesso sono proprio le domande a fare la differenza tra un campione e un campione ancora migliore.




