Nessuna protesta sindacale, solo tanta voglia di riscatto sportivo. Il greco si racconta a SDNA: tra la ricerca della forma perfetta, la nuova racchetta e la rotazione nel suo box
Nelle ultime ore, nei corridoi del Roland Garros e sui media, si era diffusa la narrazione di uno Stefanos Tsitsipas pronto a vestire i panni del sindacalista, schierato in prima linea in una presunta protesta per la ripartizione dei montepremi negli Slam.
Invece, in una lunga intervista rilasciata all’emittente greca SDNA, il tennista ateniese ha riportato l’attenzione sul campo, smentendo le voci di un suo ruolo attivo nella fronda dei giocatori in protesta e focalizzandosi esclusivamente sullo Slam parigino.
La verità sul boicottaggio mediatico
E’ notizia dell’ultimo periodo che molti tennisti lamentano una disparità tra gli immensi ricavi generati dal torneo e la percentuale destinata agli atleti (in particolare a chi esce nei primi turni), applicando – in forma di protesta – uno sciopero mediatico di 15 minuti. Interpellato da SDNA sulla questione, il numero 1 di Grecia ha spento sul nascere ogni speculazione sul suo coinvolgimento: “Non lo sapevo neanche, me l’hanno detto dieci minuti fa. Dato che non sto sui social media e non li guardo, non ne avevo idea. È una loro decisione, possono fare quello che vogliono. Ognuno ha la sua libertà e fa le proprie scelte. Io non mi intrometto in questo. Io voglio solo giocare un buon tennis, questo è ciò che mi interessa.”
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La forma fisica e le sensazioni su terra
Archiviata la politica, Tsitsipas si è concentrato sulle sue prestazioni. Dopo una stagione su terra rossa definita “mediocre” dallo stesso giocatore, l’ateniese cerca il riscatto al Bois de Boulogne, ripartendo dalle buone sensazioni avute in Spagna: “L’unico torneo in cui ho sentito di essere tornato al livello che conosco è stato a Madrid, dove ho giocato ottime partite. Anche con Casper Ruud sono arrivato a pochi punti dalla vittoria, e questo significa qualcosa”.
Per arrivare in fondo a uno Slam serve una condizione perfetta. “Devo diventare ancora più in forma. Ho notato che in alcune partite la mia intensità è calata. Quando le gambe non ci sono, la qualità scende. Devo essere pronto a morire sul campo”, ha ammesso il greco.
Il team: “Papà ha bisogno di riposo”
Una delle novità più interessanti emerse dall’intervista a SDNA riguarda la composizione del suo angolo. Al fianco di Stefanos a Parigi c’è Kery Abakar (della Mouratoglou Academy) e presto potrebbe arrivare anche Dimitris Chatzinikolaou. Nessun nuovo ingresso all’orizzonte, ma una turnazione necessaria per dare un po’ di relax al padre-allenatore Apostolos.
Il finalista dell’edizione 2021 ha spiegato la situazione con grande lucidità ed empatia: “Ci potrebbe essere una pausa per mio padre, perché ad un certo punto ne avrà bisogno. Non è facile viaggiare con una sola persona tutto l’anno. Mio padre non ringiovanisce, ha un’età diversa rispetto a sei o sette anni fa quando abbiamo iniziato. Voglio che Dimitris lo copra per un paio di settimane per dargli un po’ di riposo, perché anche lui salta da un aereo all’altro. So che vuole dare il massimo come mio allenatore, ma un mix con Dimitris e Kery ci permette di avere un bel team”.
La scelta della nuova racchetta
Dopo mesi di continui test e incertezze che ne hanno minato la fiducia in campo, Tsitsipas ha annunciato di aver preso una decisione definitiva, chiudendo ufficialmente il capitolo sperimentazioni.
La scelta è ricaduta sulla Wilson Blade V10: “Ho preso la mia decisione e chiudo la questione, ero stanco di questi cambiamenti. Con le palle e i campi che diventano sempre più lenti, la nuova Blade V10 riesce a colmare le lacune di potenza. Dà più spin e più forza, quindi mi soddisfa completamente”, ha concluso il tennista.
Con una nuova racchetta, una gestione più serena del team e la volontà di tenersi lontano dalle polemiche sindacali, Stefanos Tsitsipas si prepara ad affrontare il Roland Garros. Il verdetto, ora, spetta solo al campo.




