Le parole di Massimo Cacciari su Jannik Sinner hanno riacceso uno dei dibattiti più classici del tennis: quanto vale davvero il dominio attuale del numero uno del mondo rispetto all’epoca dei Big Three?
All’indomani del trionfo agli Internazionali d’Italia 2026, il filosofo veneziano è intervenuto durante la trasmissione radiofonica Un giorno da pecora, offrendo una lettura molto critica dell’attuale panorama ATP e ridimensionando, almeno in parte, la portata storica dell’egemonia dell’altoatesino.
“Sinner è imbattibile, ma oggi il livello è diverso”
Il momento del tennis mondiale sembra parlare una lingua sola. Sinner ha appena conquistato il sesto Masters 1000 consecutivo, completando quello che molti hanno già ribattezzato “Sinner Sweep”, una striscia di risultati che sta ridefinendo i parametri della continuità nel circuito moderno.
Eppure, secondo Cacciari, il dominio dell’azzurro sarebbe legato anche a un contesto tecnico molto diverso rispetto a quello affrontato dalle grandi leggende del passato.
“Sinner è imbattibile perché non deve affrontare fenomeni come Federer, Nadal e Djokovic”, ha dichiarato il filosofo.
Il confronto con l’epoca dei Big Three
Per Cacciari, il tennis di quindici anni fa proponeva un livello medio più alto e soprattutto una maggiore completezza tecnica. Federer, Nadal e Djokovic vengono descritti come giocatori capaci di padroneggiare ogni zona del campo: gioco di volo, variazioni, smorzate, transizioni offensive e gestione tattica totale dello scambio.
Secondo questa visione, il tennis contemporaneo avrebbe invece sacrificato parte della creatività in favore della velocità e della pressione costante da fondo campo.
Un’analisi che intercetta un tema sempre più discusso nel circuito moderno: l’evoluzione fisica e biomeccanica del tennis ha progressivamente ridotto i tempi di reazione, trasformando gli scambi in una battaglia continua di anticipo e potenza.
In questo contesto, la costruzione classica del punto e il gioco a rete sono diventati strumenti sempre più rari.
La vera forza di Sinner? La testa
Pur criticando il livello generale del circuito e definendo “noiosa” la finale dominata contro Casper Ruud, Cacciari ha comunque riconosciuto la principale qualità del numero uno del mondo: la tenuta mentale.
Secondo il filosofo, Sinner possiede oggi una superiorità psicologica evidente rispetto a tutti gli altri giocatori del circuito ATP. Freddezza, concentrazione e capacità di gestione della pressione vengono indicate come le armi decisive della sua leadership.
L’altoatesino viene descritto quasi come un “calcolatore”, capace di controllare ritmo ed energia senza dispersioni emotive, trasformando anche le partite più delicate in esercizi di gestione.
Ed è proprio questa continuità mentale che sta facendo la differenza nel suo dominio attuale.




