L’azzurro torna a giocarsi un titolo dopo quasi tre anni: battuto Cadenasso in rimonta, ora la sfida con l’ex top 10 polacco per completare il rilancio
Il Sardegna Open continua a funzionare da “integratore” per chi ha bisogno di ritrovare ritmo e fiducia. Era servita anche a Lorenzo Musetti, nel 2024, la trasferta nel capoluogo della Sardegna: in crisi di gioco e risultati, “Muso” aveva raggiunto la finale a Cagliari e da lì era ripartito verso la stagione della svolta. Ora tocca a Matteo Arnaldi ricaricare la pila dell’autostima sull’isola: oggi alle 15 il ligure gioca la finale più importante della sua carriera recente, la prima dopo quasi tre anni, da quando vinse il Challenger di Heilbronn.
In semifinale, contro Gianluca Cadenasso, Arnaldi ha dovuto ricostruire la partita dopo un primo set perso 6-1, in cui ha subito l’iniziativa dell’avversario. Dal secondo parziale in poi, però, il giocatore da Sanremo ha cambiato ritmo: stesso punteggio al contrario (6-1), poi un terzo set dominato 6-0, dopo aver tenuto un game chiave – il primo della frazione decisiva – cancellando quattro palle break. Da lì in poi, partita in discesa e settima finale Challenger della carriera in saccoccia.
“Gianluca è partito molto bene, mentre io ho avuto bisogno di tempo per ingranare. Anche fisicamente non è stato semplice: era la mia quarta partita in quattro giorni, non giocavo così tanto da tempo. Ma dall’inizio del secondo set il mio livello è cresciuto. Sapevo che partire bene nel terzo sarebbe stata la chiave. L’ho fatto e da lì la partita è girata”, ha spiegato Arnaldi.
Il dato più interessante, però, è esterno al punteggio. “Questo torneo mi sta dando tanto: partite, fiducia, ritmo, e il piede è andato migliorando nel corso della settimana. Era esattamente ciò che cercavo: volevo tornare competitivo e poter di nuovo giocare una finale è molto importante”.
Intanto, il ranking si muove: i 90 punti già acquisiti aiutano a compensare i 200 in uscita dal Masters di Madrid dello scorso anno. Ma oggi c’è molto di più in palio: altri 85 punti e soprattutto un trofeo da sollevare, possibilmente.
Dall’altra parte della rete ci sarà l’ex top 10 Hubert Hurkacz, altro giocatore in cerca di rilancio. Il polacco arriva da due partite pesanti, l’ultima vinta in rimonta contro Burruchaga dopo aver rischiato grossissimo: perso il primo, il polacco nel secondo è stato due volte sotto di un set e ha evitato la sconfitta per il rotto della cuffia, salvandosi quando l’argentino è andato a servire per il match sul 5-4.
Tra Arnaldi e Hurkacz non sono segnalati precedenti. Primo confronto, posta alta. Per Arnaldi, la possibilità di chiudere una settimana che vale già qualcosa. Ma che potrà valere molto di più.




