Il primo trofeo Challenger vinto in Paraguay, la finale centrata ad Alicante sul finire del 2025 e il mirino puntato sulle qualificazioni Slam: ecco chi è Gianluca Cadenasso e cosa ha raccontato a TennisTalker
La prima finale Challenger raggiunta ad Alicante da qualificato sul finire del 2025, il primo trofeo di questa categoria conquistato nella capitale paraguaiana di Asunción e un best ranking che continua a essere ritoccato per puntare alla top 200 e alle qualificazioni degli Slam.
Gianluca Cadenasso è sicuramente uno dei tennisti azzurri che più sta stupendo in questo avvio di stagione. Dopo aver iniziato l’anno con due ITF ad Antalya (uno è stato sospeso a causa del meteo e nell’altro è stato eliminato ai quarti di finale), il genovese ha scelto la terra sudamericana, dove ha ottenuto un quarto di finale a Tigre, in Argentina, e successivamente il meraviglioso titolo di Asunción, iniziando la settimana eliminando la testa di serie numero 6 Alvaro Guillen Meza.
Cadenasso al momento si trova a ridosso dei primi 220 giocatori del mondo, con la prospettiva di oltrepassare quella soglia e arrivare a giocarsi anche le qualificazioni nei tornei dello Slam. Un traguardo che meriterebbe per il grande lavoro svolto e il notevole salto di qualità compiuto.
La finale di Asunción: la grande lotta e il dominio
Nell’atto conclusivo in Paraguay, il tennista azzurro nel primo set si è ritrovato avanti 5-2. Non è riuscito a concretizzare le occasioni e ha chiuso al tie-break un primo set interminabile.
“È stata una partita molto complicata, condizionata anche dal caldo. Il pomeriggio c’erano quasi 40 gradi e per questo motivo abbiamo disputato la finale la sera. Il primo set è stato durissimo dal punto di vista fisico, ho avuto un sacco di chance per chiudere, ma complice anche la tensione non ci sono riuscito. Ho chiuso 7-6 il primo parziale dopo quasi un’ora e mezza ed è stata una bellissima iniezione sia di fiducia che di energia. Il secondo set è andato via facile”.
Un secondo parziale completamente diverso dal primo, dominato da Cadenasso per 6-0. Cosa si prova quando si vede una vittoria così importante arrivare sempre più vicina?
“Ho solo cercato di rimanere concentrato su quello che dovevo fare dal punto di vista tattico. Non dovevo calare d’attenzione. Quando ho vinto ho sentito un’emozione fortissima, ho vissuto uno di quei momenti per i quali si inizia a giocare a tennis”.
L’infinito viaggio in Sud America e poi il ritorno a casa
Dopo oltre un mese e mezzo in Sud America, Cadenasso ha scelto Barletta e Monza per ripartire. Quanto è difficile per un tennista abituarsi a viaggi così lunghi e ai vari fusi orari?
“È stato più duro riadattarmi al ritorno in Europa rispetto al mio arrivo in Sud America, probabilmente anche a causa della stanchezza e della tensione accumulate in quelle settimane. Tornato in Italia, i primi dieci giorni sono stati durissimi. Arrivato in Argentina, invece, dopo un paio di giorni mi sentivo già a casa”.
La finale ad Alicante
Sul finire del 2025 Cadenasso ha raggiunto, da qualificato, la sua prima finale Challenger ad Alicante. Una settimana importantissima, nella quale ha battuto la quinta testa di serie Clement Tabur dopo oltre due ore di lotta con un doppio 7-5 e ha vinto due derby contro Piraino e Giustino.
“Sicuramente mi ha dato tanta fiducia. È stata anche totalmente inaspettata: sono partito dalle qualificazioni e al primo turno contro Campana Lee ho faticato tantissimo. Mi sembrava che il mio gioco non riuscisse assolutamente ad adattarsi a quelle condizioni. Giorno dopo giorno, invece, i miei colpi funzionavano sempre meglio, la fiducia aumentava e il momento in cui ho chiuso la semifinale è stato credo il più bello della mia ancora giovanissima carriera”.
I match contro gli ex top 100
In Sud America Cadenasso è stato protagonista di due battaglie contro Jaime Faria a Brasilia e Thiago Monteiro a Santiago del Cile. Due giocatori con un passato in top 100, così come Hugo Gaston, che vanta anche due finali ATP, suo avversario al Challenger di Monza. Quali sono le emozioni nell’affrontare tennisti con un passato tra i primi cento? Cambia la preparazione di questi match?
“No, la preparazione è sempre la stessa. Sicuramente fa effetto giocare contro tennisti che fino a poco fa guardavo in televisione, però cerco di pensare solo al piano tattico preparato con il coach e di fare il meglio possibile. Sia con Faria che con Monteiro ho avuto tantissime occasioni, ma credo che la loro esperienza abbia avuto la meglio. L’obiettivo è sicuramente quello di giocare sempre più match così per alzare il livello del mio gioco”.
I prossimi impegni
Dopo Barletta e Monza, come prosegue la stagione? “Nelle prossime settimane giocherò sicuramente i Challenger di Roma e Cagliari. Non so ancora se avrò una wildcard agli Internazionali d’Italia e se entrerò nelle qualificazioni del Roland Garros. La mia programmazione delle prossime settimane dipenderà molto da queste due cose”.
L’obiettivo stagionale
Già a metà aprile, Cadenasso ha ottenuto ottimi risultati. Qual è l’obiettivo da qui a fine stagione? “Chiudere l’anno nei primi duecento e giocare gli Australian Open all’inizio della prossima stagione. Questi sono i miei due obiettivi per quest’anno e sia io che il mio team faremo di tutto per raggiungerli”.
In bocca al lupo Gianluca da tutto il team di TennisTalker!





