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Gabriele Piraino: cuore palermitano, testa alla Top 100. Il 2026 parte da Antalya

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A volte il tennis italiano scova storie che meritano di essere raccontate non solo per i risultati, ma per il modo in cui quei risultati nascono. Gabriele Piraino, 22 anni, mancino di Palermo e numero 340 ATP, è una di queste. Dopo un 2025 da tre titoli Challenger e un invito speciale alle ATP Finals come sparring dei “marziani”, tra cui Jannik Sinner, il 2026 è iniziato ad Antalya

In una lunga intervista concessa a PalermoToday, Piraino ha ripercorso la sua stagione, la crescita, i sacrifici e un obiettivo ormai dichiarato: avvicinarsi alla Top 100.

La stagione della svolta

Il 2025 è stato l’anno più importante della sua carriera: tre titoli (Wetzlar, Gubbio, Santa Margherita di Pula) e soprattutto la chiamata a Torino, dove ha potuto allenarsi con i migliori del mondo alla vigilia delle ATP Finals. È lì che Sinner ha sfruttato il suo mancino per preparare la finale con Alcaraz.

Nonostante i successi, Piraino non nasconde di aver vissuto anche momenti difficili: “È stata un’ottima stagione, ma segnata dai primi infortuni seri. Non ho giocato quanto avrei voluto”.

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Il titolo più speciale? Quello al freddo

Tra i trionfi del 2025, il più significativo per lui è stato quello in Germania, a Wetzlar: “Sono passato dai 40 gradi di Palermo ai 18… condizioni difficili. È la settimana di cui sono più orgoglioso”.

Crescita tecnica e personale

Piraino sottolinea come crescita tennistica e personale vadano insieme: “Per migliorare in un aspetto, devi migliorare anche nell’altro”.

E sul ranking è chiarissimo: “La classifica è una conseguenza. Io voglio diventare la miglior versione di me stesso”.

Il servizio nel mirino

Il focus tecnico dell’inverno è stato il servizio, ancora il colpo meno solido del suo repertorio. “Ci stiamo lavorando molto. Ho margine ovunque, ma questo è prioritario”.

Mentalmente, invece, sente di aver fatto un salto: “Nel 2025 sono riuscito a trasformare giornate storte in giornate positive. Questo fa la differenza”.

Una programmazione orientata ai miglioramenti

Il 2026 si apre con tre tornei sulla terra, poi passaggio al veloce con Tenerife. Obiettivo: accumulare partite, sensazioni, e decidere strada facendo su cosa lavorare.

Amicizie, rivalità e… scaramanzia

Nel circuito Piraino è circondato da amici — soprattutto i siciliani Tabacco, Marino, Potenza e i fratelli Caruso — ma resta convinto che “la vera rivalità è con sé stessi“.

Momento scaramantico? “Il grip me lo cambia sempre il mio allenatore. Quando lo faccio io, perdo. Assolutamente intoccabile”.

Palermo nel cuore

La parte più sincera dell’intervista riguarda il suo legame con la città. “Palermo è la città più bella del mondo. Viaggiando me ne rendo conto sempre di più: clima, cibo, stile di vita… non c’è paragone”.

La prima tappa quando torna a casa è sacra: “Pranzo dalla nonna”.

Il messaggio ai giovani

Il consiglio per i piccoli tennisti palermitani è chiaro: “Divertitevi, ma accettate i sacrifici. Bisogna amare anche la sofferenza. Così si va lontano, nello sport e nella vita”.

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