Il canadese ammette la superiorità dell’azzurro dopo la sconfitta nello scontro diretto alle Finals e minimizza i propri problemi fisici: “Non mi hanno limitato troppo, ma contro Jannik serve la perfezione“
Una vittima collaterale della grandezza: così è sembrato Felix Auger-Aliassime lasciando il campo dopo il suo debutto alle ATP Finals 2025. Battuto da un Jannik Sinner che indoor continua a non fare prigionieri, il canadese ha provato a raccontare in conferenza stampa cosa significhi trovarsi di fronte l’azzurro in un momento del genere. Nessuna scusa, solo la constatazione di un’evidenza: “È molto difficile battere Jannik in qualsiasi circostanza, ma specialmente qui.”
Lo dice con la voce di chi ha visto da vicino qualcosa di raro. “Non ha mai abbassato l’intensità, ha giocato a un livello incredibile dal primo all’ultimo punto, e sono convinto che sia l’avversario più difficile da battere. Bisogna riconoscere quando qualcuno è migliore di te, e oggi questo è stato il caso.” Poi un dettaglio tecnico, che suona come ammirazione pura: “Probabilmente ha la migliore combinazione servizio-risposta che io abbia mai visto.” Un riconoscimento sincero, privo di invidia e, proprio per questo, molto attendibile.
Auger-Aliassime, che in condizioni normali è tra i migliori interpreti del circuito a tetto chiuso, non ha mai trovato un varco nella muraglia italiana. “Affronto ogni partita come una battaglia, ma non scendo mai in campo timoroso. Sapevo cosa mi aspettava, l’ho già affrontato diverse volte, eppure ogni volta devi essere perfetto in tutto. È molto complicato,” ha spiegato. Parole che suonano quasi come un sospiro: il riconoscimento implicito di una distanza tecnica e mentale difficile da colmare.
Nel finale, il canadese ha provato a ridimensionare i fastidi fisici che lo hanno accompagnato nel secondo set, parlando di un leggero problema al polpaccio sinistro. “Non mi preoccupa troppo. Mi sono ritirato a Metz per un fastidio diverso, e il problema che ho avuto contro Jannik non penso mi abbia limitato in modo eccessivo.” Il tono è quello di chi non vuole cercare alibi, forse anche per rispetto dell’avversario. “Contro Jannik non puoi permetterti cali, e oggi non ne ho avuta abbastanza per reggere.”
Guardando avanti, il numero 8 ATP ha confermato l’intenzione di scendere in campo nel secondo incontro del girone contro Ben Shelton. “Vedremo come reagirà il corpo, ma spero di esserci.” Detto con la compostezza di un giocatore che sa di aver perso contro qualcosa di più grande della propria giornata storta.
La lucidità con cui ha analizzato la sconfitta è forse la miglior prova della sua maturità. E la misura delle parole, mai esagerate, lascia un’eco chiara: per battere Sinner, oggi, serve non solo il miglior tennis possibile, ma anche la certezza di poter guardare in faccia la perfezione.




