Vittoria contro Casper Ruud, 29 punti vinti su 30 discese a rete. Ben Shelton sta scoprendo una nuova versione di sé stesso?
Ben Shelton ha le idee chiarissime: per battere i più forti servono coraggio e iniziativa, serve un tennis che guardi sempre in avanti. Dopo la vittoria in rimonta contro Casper Ruud, 3-6 6-4 6-3 6-4 in due ore e trentasei minuti di lotta intensa, l’americano si è presentato in conferenza stampa con la consapevolezza di chi sente di aver compiuto un salto di qualità. Il successo gli vale l’accesso ai quarti di finale degli Australian Open 2026, dove ad attenderlo ci sarà Jannik Sinner, in una riedizione della semifinale dello scorso anno.
“Per battere i migliori, devo giocare un tennis offensivo”, ha spiegato Shelton, sintetizzando in una frase la filosofia che sta guidando la sua evoluzione. Un percorso che passa soprattutto dalla crescita nel gioco a rete e nella risposta al servizio, due aspetti su cui il classe 2002 ha lavorato a lungo negli ultimi mesi.
L’incredibile dato a rete
Contro Ruud, i numeri hanno raccontato meglio di qualsiasi analisi tecnica quanto questo lavoro stia dando frutti: 29 punti vinti su 30 discese a rete, una percentuale quasi irreale a questi livelli. Ma dietro le statistiche c’è soprattutto una nuova sicurezza. “Mi sento sicuro adesso quando vado a rete. Molte volée che ho giocato oggi, tempo fa le avrei sbagliate”.
Non si tratta solo di esecuzione, ma anche di letture e scelte. Shelton ha mostrato una maturità tattica che in passato gli veniva rimproverata di non avere con continuità. “Penso di salire a rete sui servizi giusti, sui colpi giusti, scegliendo i miei momenti correttamente. Per questo credo che sto riuscendo a vincere molti punti. Sono capace di sfruttare quando il mio avversario è molto lontano dalla riga di fondo ed eseguire una drop volley quando ne ho bisogno. Oggi, sotto questo aspetto, sono stato perfetto”.
Parole che non suonano come arroganza, ma come presa di coscienza. Shelton non è più soltanto il talento esplosivo dal servizio devastante e dal dritto potente: sta diventando un giocatore completo, capace di accorciare gli scambi, togliere ritmo e prendersi il punto con le proprie mani.
Contro Sinner servirà probabilmente la versione migliore di sé, perché l’azzurro ama comandare da fondo e punisce ogni esitazione. Ma se Shelton continuerà a muoversi verso la rete con questa lucidità e questa fiducia, lo spettacolo e l’equilibrio sono garantiti.




