Dopo lo storico bis al Roland Garros 2026, gli azzurri svelano la formula magica del loro dominio nel doppio misto
Il tabellone del doppio misto del Roland Garros 2026 non ha regalato sorprese nei suoi turni finali, confermando una supremazia che ormai somiglia a una dittatura sportiva. Sara Errani e Andrea Vavassori, campioni in carica, hanno bissato il successo dello scorso anno con una disinvoltura incredibile. I numeri d’altronde non mentono: con due US Open (2024, 2025) e due Roland Garros (2025, 2026) consecutivi in bacheca, oltre a un quarto di finale olimpico, la coppia italiana è diventata ufficialmente la squadra da battere all’interno dello spogliatoio. Ma qual è il loro vero segreto?
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I due azzurri hanno provato a spiegarlo subito dopo il match, durante la conferenza stampa ufficiale a Parigi. Davanti ai giornalisti, con il trofeo fresco di premiazione tra le mani, Andrea Vavassori ha preso la parola con un misto di orgoglio e ironia, ammettendo che vincere uno Slam sta diventando una bellissima abitudine, anche se un traguardo del genere non va mai dato per scontato. Il trentunenne torinese ha sottolineato quanto i due amino la terra parigina, scherzando poi sulla longevità e l’esperienza della sua compagna di gioco: ha invitato ironicamente a controllare quante coppie abbiano disputato così tante finali sul campo sul Philippe Chatrier, ricordando ridendo che Sara, in carriera, ne ha giocate sicuramente qualcuna in più di lui.
I ricordi legati ai Major vinti finora sono straordinari, ma la mente di Wave è già proiettata in avanti, verso la stagione sull’erba, con un obiettivo chiarissimo: Wimbledon, l’unico Grande Slam dove non ha ancora calcato il palcoscenico della finale.
Nel raccontare la cavalcata parigina, Vavassori ha svelato anche un retroscena legato alla gestione della tensione nei momenti chiave del torneo. Durante tutta la settimana, i due si sono ripetuti come un mantra una frase precisa: “Siamo dei leoni, dobbiamo dimostrarlo ogni giorno in campo”. È questa l’energia che la coppia cerca di trasmettere nel rettangolo di gioco, un’intensità costante che serve a mettere pressione agli avversari anche quando il punteggio si fa svantaggioso. Nella finale, ad esempio, le condizioni climatiche non erano semplici, ma l’intesa tra i due ha permesso loro di adattarsi al vento forte, registrando il servizio e trovando la forza per l’ennesima rimonta. Per Vavassori, ogni vittoria e ogni momento di difficoltà superato insieme sono tappe fondamentali per una crescita continua.
Dall’altra parte della rete c’è l’eterno sorriso di Sara Errani che, a 39 anni e con una carriera che definire monumentale è poco, ha trovato la formula perfetta per allungare la sua traiettoria professionistica ai massimi livelli. Interpellata sul feeling immediato che la lega a Vavassori – tale da far sembrare che giochino insieme da una vita – la bolognese ha offerto una risposta molto pragmatica. Il loro legame si basa su una profonda amicizia fuori dal campo, su una fortissima vena competitiva e, soprattutto, su una passione viscerale per la lavagna tattica. “Ci piace moltissimo studiare ogni singola partita”, ha confessato Sara, aggiungendo con un pizzico di orgoglio di non sapere se le altre coppie facciano lo stesso, ma di essere certa che il loro metodo di lavoro stia pagando dividendi altissimi.
Nessun segreto, insomma, se non l’amore puro per questo sport e la spinta propulsiva di un intero movimento. Errani ha infatti concluso ricordando che il tennis italiano sta attraversando un momento d’oro in ogni direzione. Il segreto, se proprio se ne deve trovare uno, è l’armonia di un gruppo di atleti che si diverte, si sostiene a vicenda durante i tornei e si spinge reciprocamente verso il successo. Un incastro perfetto di fattori che, per adesso, sta regalando all’Italia del tennis una delle pagine più belle della sua storia recente.




