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Berrettini: vola in Top 50, ma a Wimbledon rischia le qualificazioni

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Il romano rinasce a Parigi e sale al n. 47. Le regole dell’entry list lo penalizzano, ma lui non si scoraggia: “Se a Londra dovrò giocare le quali, lo farò”

Il boato del Court Suzanne-Lenglen ha certificato il ritorno di Matteo Berrettini, capace di spingersi fino ai quarti di finale del Roland Garros 2026. Fin qui tutto bene, anzi benissimo, ma mentre a Parigi si festeggia la rinascita dell’azzurro, le regole del ranking gli chiudono le porte del tabellone principale di Wimbledon.

La situazione è a dir poco singolare: Berrettini era precipitato fuori dalla top 100, ma, grazie all’exploit sulla terra francese, rientrerà ufficialmente tra i migliori cinquanta del mondo, attestandosi alla posizione numero 47 del ranking live. Nonostante questo triplo salto in lungo, rischia di dover disputare i turni preliminari sull’erba più famosa del mondo nel torneo in programma dal 29 giugno al 12 luglio 2026.

Il regolamento

Ma come è possibile che un giocatore in Top 50 non possa entrare di diritto nel main draw? Il motivo risiede nei rigidi regolamenti del circuito internazionale. L’organizzazione di Wimbledon chiude infatti le liste di iscrizione, la cosiddetta entry list, esattamente sei settimane prima dell’inizio del torneo e in quel preciso momento la classifica di Berrettini lo vedeva al numero 107 del mondo. Il regolamento dei tornei del Grande Slam non ammette deroghe retroattive o eccezioni legate allo stato di forma recente, e l’accesso diretto era garantito soltanto ai primi 103 della classifica (102 più un tennista con il ranking protetto). Di conseguenza, i punti conquistati a Parigi non hanno alcun peso specifico per l’ammissione diretta ai Championships.

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La situazione si è poi parzialmente modificata dopo il forfait ufficiale di Carlos Alcaraz. Lo spagnolo si è cancellato a ridosso del rilascio ufficiale dell’entry list, permettendo a Berrettini di scalare una posizione e diventare il terzo escluso, ovvero il terzo alternate, dal tabellone principale.

Le parole di Berrettini

Interpellato direttamente sulla questione, sulla possibilità di richiedere un invito o sulla prospettiva di dover affrontare i turni preliminari, Berrettini ha risposto molto onestamente, sottolineando di non credere che gli concederanno una wild card. Il romano ha spiegato che se dovesse entrare direttamente nel tabellone ne sarà felice, altrimenti giocherà le qualificazioni senza problemi, conscio del proprio livello e del fatto che Wimbledon resta uno dei suoi tornei preferiti.

Non penso mi concederanno una wildcard. Se dovessi entrare, entro, altrimenti giocherò le quali. So il mio livello qual è, Wimbledon è uno dei miei tornei preferiti. Per me è importante come gioco, piuttosto che per cosa gioco. Vorrei tornare in top 20? Certo, ma c’è un processo.

Ha poi aggiunto che l’atmosfera di Parigi gli ha ricordato la sua prima volta nel 2018 e che, pur avendo giocato le qualificazioni in uno Slam solo due volte in carriera agli US Open e agli Australian Open prima di scalare la classifica, è pronto a rifarlo se sarà necessario per rientrare.

Gli scenari possibili

Per evitare il tabellone cadetto, che scatterà il 22 giugno, l’azzurro ha ora bisogno che arrivino altre tre rinunce tra i giocatori che lo precedono. Se queste cancellazioni dovessero concretizzarsi prima del sorteggio ufficiale, potrebbe scattare un incredibile jolly a suo favore legato alle teste di serie.

A differenza dell’entry list, infatti, i tabelloni del seeding vengono stabiliti in base al ranking aggiornato al momento del sorteggio. Entrando nel tabellone principale, la scalata della classifica ottenuta al Roland Garros permetterebbe a Berrettini persino di ambire a una testa di serie, evitando così uno scontro diretto fin dal primo turno con i primi della classe.

In attesa di conoscere gli sviluppi per il torneo londinese, Matteo vuole prima testare i suoi colpi sull’erba dell’ATP 250 di Stoccarda, un torneo che ha già vinto due volte in carriera. Che sia passando dal tabellone principale o dalle qualificazioni, il “Martello” italiano è ufficialmente tornato e i prati di Londra lo aspettano.

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