Il giovane ceco, stremato dal caldo estremo di Parigi dopo la maratona contro Navone, contesta duramente la rigidità dei regolamenti sul “time violation” e il direttore di gara: “Con queste condizioni è da pazzi, il mio corpo si è spento. Non posso rispettarlo”
Jakub Mensik è letteralmente sopravvissuto ad una battaglia di oltre quattro ore e mezza contro l’argentino Mariano Navone, vincendo al quinto set sotto un sole cocente che sta trasformando la terra rossa di Parigi in una fornace.
Il prezzo da pagare, però, è stato altissimo. Subito dopo l’ultimo punto, il giovane talento ceco si è inginocchiato sul campo, completamente svuotato di energie, venendo poi accompagnato fuori dallo stadio in sedia a rotelle. E in conferenza stampa non ha risparmiato nessuno.
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“È da pazzi giocare così”: il crollo fisico nel 4° set
Mensik ha spiegato nei dettagli i problemi causati dalla disidratazione, puntando il dito contro i tempi troppo stretti dei cambi di campo: “I primi tre set erano andati bene, mi sentivo pronto. Ma all’inizio del quarto set il mio organismo ha smesso di assimilare liquidi ed elettroliti. Ho smesso praticamente di bere ed è iniziato l’inferno. È da pazzi giocare con questo caldo, completamente esposti al sole per quattro ore e mezza. Nei cambi di campo non c’è il tempo materiale per raffreddarsi: ti siedi e ti rimangono già solo 30 secondi, tutto va troppo velocemente.”
I crampi veri e propri lo hanno bloccato solo nei punti finali: “Quando ho conquistato l’ultimo punto, tutte le emozioni sono venute fuori insieme e il mio corpo si è semplicemente spento. In quel momento non potevo fare letteralmente nulla”.
Questo tennis è vergognoso, nessuno che si muove per aiutare #Mensik. Vogliono il morto? #RolandGarros pic.twitter.com/FjnaI4nJN9
— Jeanne Perego 🥨 (@jeperego) May 27, 2026
Parole al veleno per il giudice di sedia
Ciò che ha ferito maggiormente il tennista ceco è stata la totale mancanza di empatia da parte dell’arbitro, che lo ha sanzionato con un time violation (facendogli perdere la prima di servizio) proprio nel momento di massima crisi respiratoria. Mensik non ha usato giri di parole: “Io rispetto le regole, ma con questo caldo estremo tutto diventa una follia. Qualsiasi spettatore sugli spalti avrebbe pensato: ‘Dategli 5 o 10 secondi in più per riprendere fiato’. Io non li ho avuti. Quello che è successo dopo il match preferisco tenermelo per me, ma il comportamento dell’arbitro… sinceramente non posso rispettarlo dopo come si è comportato con me“.
La corsa contro il tempo verso Alex de Minaur
Nonostante le scene allarmanti del post-partita, il diciannovenne ceco ha rassicurato i tifosi sulle sue condizioni in vista del prossimo turno, dove lo attende un altro “maratoneta” del circuito, l’australiano Alex de Minaur.
“Già trenta metri dopo essere uscito dal sole ho iniziato a stare meglio” ha concluso Mensik. “Sono andato dritto nella vasca di ghiaccio e poi a fare recupero in palestra. Ora devo solo reintegrare liquidi, cibo e forze. Sfrutterò al massimo il giorno di riposo. Alex ha uno stile di gioco molto simile a quello di Navone, sarà una partita durissima, ma sento di avere una buona forma e continuerò a lottare con la testa”.




