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Shapovalov: “In una vita ideale non ci sarebbe la terra rossa”

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Intervistato da Tennis Sweet Spot, Denis Shapovalov ha parlato del suo difficile momento in stagione e del suo complesso rapporto con la terra battuta

Denis Shapovalov è al momento sceso in 41° posizione nel live ranking dopo la sconfitta al primo turno del Roland Garros maturata contro il portoghese Jaime Faria in tre set con il punteggio di 6-4 7-5 6-4. Il canadese ha concluso la stagione su terra ottenendo solo due vittorie all’ATP 500 di Monaco, per poi collezionare tutte sconfitte al primo turno a Montecarlo, Madrid, Roma e Parigi. C’è da dire che quest’anno neanche sul cemento Shapovalov ha ottenuto i risultati sperati raggiungendo come suo miglior risultato una semifinale all’ATP 500 di Dallas, torneo che aveva vinto nel 2025. Sicuramente però il suo rapporto con la terra battuta non è dei migliori, discorso che vale per quasi tutti i giocatori cresciuti in Nord America, con alcune eccezioni, una rappresentata anche dal suo connazionale nonché grande amico che ricordiamo aver portato Rafa Nadal al quinto set al Roland Garros del 2022 (sebbene anche lui abbia vinto esclusivamente su superfici rapide).

Le parole di Shapovalov dopo la sconfitta al Roland Garros

Intervistato da Carole Bouchard per Tennis Sweet Spot, Shapovalov è stato piuttosto diretto nel sintetizzare cosa rappresenta questa superficie per lui. Mentre l’intervistatrice stava formulando la frase ‘Denis, in un vita ideale…’, il canadese l’ha interrotta e ha risposto: “Non ci sarebbe la terra. Continuo a dirlo dopo ogni stagione. Dico, sai, l’anno prossimo, non gioco sulla terra. Non ne ne vedo il motivo. Ad un certo punto, sai, è difficile. Giochi 50-50 ogni partita. Sento che le mie armi non mi aiutano molto con queste condizioni. Ma non ho giocato male oggi (in riferimento alla sconfitta con Faria al Roland Garros ndr.). Se avessi avuto un match diverso potevo ambientarmi nel torneo e vincere qualche partita”.

Una soluzione che potrebbe apportare nella prossima stagione il giocatore di Toronto è quella di venire maggiormente a rete: “E’ ciò su cui abbiamo discusso un po’…provare a venire più spesso a rete. Ho avuto una buona percentuale quando l’ho fatto, quindi è qualcosa che potevo fare meglio”. Ora Shapovalov andrà sull’erba, superficie sulla quale ha ottenuto il suo miglior risultato in carriera, con la semifinale raggiunta a Wimbledon nel 2021. “E’ così dura, perché sembra che la stagione su terra duri 10 anni. E poi quella su erba, se non sei pronto, è subito finita”, ha concluso il canadese.

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