Il media day del Roland Garros di Jannik Sinner tra le vittorie consecutive, il boicottaggio della conferenza stampa e le sensazioni pre-torneo
“È stato un periodo molto, molto lungo ma molto positivo. Sono fortunato a trovarmi in questa posizione. Penso che sia sempre meglio essere in una situazione in cui vinci e inizi a sentirti stanco, rispetto a quando ti senti molto bene ma perdi nei primi turni”. È un Jannik Sinner praticamente invincibile quello che arriva al Roland Garros, forte delle ventinove partite vinte consecutivamente e dei cinque Masters 1000 vinti in fila.
“Tutti cercano di batterti, ma questa è anche la cosa più normale. Devi farti trovare pronto. Le partite al meglio dei cinque set sono un po’ diverse, ti danno un po’ più di tempo per capire come battere un giocatore, e anche se hai un brutto inizio, potenzialmente puoi trovare una via d’uscita”.
Il boicottaggio del media day e le sensazioni pre-torneo
Sinner, così come gli altri giocatori, ha ridotto a soli 15 minuti la sua presenza nel media day dello Slam parigino. È una scelta dovuta al boicottaggio della conferenza stampa pre-torneo da parte dei tennisti, desiderosi di far sentire la propria voce per quanto concerne il montepremi e la sua suddivisione.
“Anch’io mi limito ai 15 minuti, ma non è nulla contro ai giornalisti: stiamo provando a metterci in una posizione che ci dia voce in capitolo. Si tratta di una questione di rispetto: non è bello attendere un anno per avere una piccola risposta”.
Infine, l’altoatesino ha parlato anche delle sensazioni alla vigilia del torneo e di quanto sia speciale per lui tornare a Parigi. Dopo la rocambolesca finale dello scorso anno, persa con tre match point consecutivi sciupati, Sinner ha quest’anno l’occasione di aggiungere l’ultimo grande tassello alla sua bacheca. Vincere il Roland Garros significherebbe anche completare il Career Grand Slam.
Con il caldo la palla viaggia di più, quindi è vero che le condizioni sono più dure ma anche più vicine al mio gioco. Il tabellone si può sempre aprire perché le partite sono molto lunghe, mentalmente so chi potrebbe esserci al turno successivo ma il focus rimane su una giornata alla volta, quando mi alleno, ad esempio, penso all’allenamento e non alla partita dell’indomani. Tornare sullo Chatrier dopo la finale dell’anno scorso è stato speciale, questo torneo è magico: ho una connessione speciale con il pubblico e mi piace che ci siano sempre tanti bambini a fare il tifo”.




