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La lettera di Elina Svitolina alla figlia: “Tuo padre Gael, un mago del tennis e della vita”

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Oltre lo showman: Elina Svitolina racconta il lato più intimo, silenzioso e protettivo di Gael, l’uomo che ha sconfitto i pregiudizi rimanendo sempre fedele a se stesso

Alla vigilia dell’ultimo Roland Garros per Gael Monfils, la moglie Elina Svitolina ha pubblicato una toccante lettera su The Players’ Tribune indirizzata alla figlia Skaï. Nelle sue parole, Svitolina svela l’uomo dietro il tennista, raccontando il lato intimo di una delle figure più carismatiche del circuito.

Il primo incontro: un trucco di magia e un sorriso

Svitolina ricorda con ironia il loro primo incontro “ufficiale”. Pur conoscendo Monfils come “il ragazzo sulla copertina della racchetta Prince”, è a Parigi, dopo la vittoria alle WTA Finals di Singapore nel 2018, che le loro strade si incrociano davvero. Lui le scrive su Instagram e la invita per un caffè.

E’ difficile dire se il nostro caffè fosse un appuntamento ufficiale – gli uomini possono essere vaghi su queste cose – ma penso che la natura ufficiosa della cosa sia stata in parte ciò che l’ha resa piacevole. Avevamo così tanto in comune, due persone che vivevano una vita folle nel tennis, e faceva bene poter parlare in modo onesto di questa vita”. Svitolina ricorda di aver persino parlato del suo desiderio di maternità al primo appuntamento: “Penso che si impari molto su qualcuno da che tipo di ascoltatore è, e tuo padre è stato un ascoltatore molto gentile in quel momento. Sentivo di potergli dire qualsiasi cosa.”

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E poi arriva il colpo di scena. Prima dei saluti, Gael Monfils mostra il suo lato da “mago”, non solo in campo: tira fuori un mazzo di carte e le propone un gioco di prestigio, chiedendole cosa avrebbe vinto se avesse indovinato la carta scelta.

Elina Svitolina, inizialmente imbarazzata, propone prima un abbraccio e poi ripiega su un bacio sulla guancia. Monfils, ovviamente, indovina. “Gli do un piccolo bacio sulla guancia e poi l’appuntamento finisce”, racconta Svitolina. “Credo che poche settimane dopo vivessimo praticamente già insieme”.

Un “mago” complicato, ma profondo. La guerra e i problemi razziali

Oltre all’immagine di showman in campo, Svitolina descrive un Monfils profondamente riflessivo e dedicato alla famiglia. “Penso che molte persone che vedono solo tuo padre in campo lo considerino un ragazzo che fa spettacolo. Uno showman carismatico, con una personalità colorata, sai? Ma fuori dal campo, direi che è molto diverso. È abbastanza complesso. E ha una mente così forte e riflessiva, in cui ho sempre l’impressione che stia riflettendo su molte cose. In verità, è spesso più silenzioso che rumoroso.

Questa dedizione e forza si manifestano chiaramente nei momenti di difficoltà, come durante l’invasione russa dell’Ucraina, avvenuta poco dopo il loro matrimonio. Monfils si rivela un supporto incrollabile. “Noi tennisti siamo bravi a stare da soli. Ma se c’è una cosa bella che ricordo di quel periodo terribile, è come Gael mi ha fatto sentire tutt’altro che sola. Mi ha fatto sentire come se fossi in una squadra”.

Svitolina riflette anche sulle sfide che Monfils ha affrontato in quanto uomo di colore nel tennis francese e su come l’abbiano temprato. “Questa è stata una delle prime conversazioni che abbiamo avuto quando abbiamo iniziato a frequentarci. Parlava di tornei a cui ha partecipato quando era un giovane giocatore, sotto i 10 anni, e ci sono club che non lo facevano entrare per il colore della sua pelle”.

Svitolina aggiunge: “Questo mi ha spezzato il cuore e mi ha fatto infuriare. Ma mi ha anche dato tanta ammirazione per il viaggio che ha intrapreso. (…) Sono sempre stupita da come gestisce queste cose – lo fa con tanta grazia. So quanto sono grata che Gael sia tuo padre. Non c’è nessuno a cui io mi fidi di più per aiutarti a navigare nel mondo.”

Una carriera unica, vissuta con autenticità

Oltre al ritratto umano, Svitolina sottolinea l’incredibile carriera tennistica di Monfils, spesso sminuita a causa della mancanza di vittorie nel Grande Slam. “Spesso nel tennis, la conversazione si concentra sul vincere i Grand Slam – si tratta di ottenere quei risultati… Ma la verità è che c’era sempre così tanto che quelle persone non sapevano di tuo padre. Non sapevano la sua incredibile dedizione, il suo 1000% massimo che ha messo giorno e notte, il suo sacrificio per arrivare dove era.”

La lettera si conclude con un potente messaggio sull’importanza di rimanere fedeli a se stessi. “Il segreto è: la vita, in realtà, non riguarda solo l’accumulo di risultati. La vita riguarda molto di più di questo!!! Riguarda chi siamo, e chi diventiamo, nel percorso verso questi risultati… Spero che dicano: Gael Monfils, non c’era nessun altro come lui. Gael Monfils, ha significato tanto per il tennis… ma anche qualcosa di molto più profondo del tennis. Gael Monfils, è rimasto fedele a se stesso”.

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