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Internazionali d’Italia, Sinner: “Ho 24 anni, si vive una volta sola. Boicottaggio Slam? Questione di rispetto”

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Jannik Sinner ha parlato in conferenza stampa prima dell’esordio agli Internazionali d’Italia, si è esposto sul boicottaggio Slam e raccontato il riposo extra campo

Jannik Sinner si è presentato carico e pronto all’azione in conferenza stampa. L’azzurro ha parlato dell’esordio a Roma, del riposo extra campo e anche del possibile boicottaggio negli Slam. Il numero 1 al mondo, che ha da poco siglato il record di Masters 1000 vinti consecutivamente, esordirà agli Internazionali d’Italia contro l’austriaco Sebastian Ofner, affrontato e sconfitto al Challenger di Ortisei nel lontano 2019.

Le parole di Jannik in conferenza stampa

Rispetto a un anno fa la situazione è ben diversa per Sinner, che nel 2025 arrivò a Roma direttamente dopo la sospensione forzata di tre mesi. Quest’anno il Foro Italico accoglie uno Jannik ben diverso, che sta dominando il circuito in lungo e in largo e che senza Carlos Alcaraz fatica a trovare avversari validi. Attenzione però a dare per scontate le vittorie dell’altoatesino, le insidie in campo sono sempre dietro l’angolo.

“Io credo che Carlos ha delle qualità incredibili che in questo momento non ha nessuno, ed è una cosa che si intuiva già da tempo: ha un picco altissimo ed è quasi impossibile stargli dietro, però io sono un giocatore molto costante e cerco di stare lì mentalmente tutti i punti”.

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“Sto cercando di dare il massimo, per me cambia poco se sono 1, 2 o 3 al mondo perché la partita parte sempre da zero e si gioca in campo. È stato sfortunato Carlos, in questo momento se fosse qui la situazione sarebbe diversa però nessuno lo può sapere. Da parte mia sono contento di quel che sto facendo, che è qualcosa di molto bello ma in questo torneo si riparte da zero e vediamo come va”.

Sinner-Alcaraz US Open
SInner-Alcaraz (foto presa da x.com)

Si vive una volta sola, e Jannik sa come godersi la vita extra campo

“Sicuramente sto sul presente, è bellissimo tornare a Roma soprattutto dopo l’anno scorso quando ero stato fuori per mesi e tornare qui mi ha fatto sentire tanto affetto da parte di tante persone. Sono super contento di essere quiSentivo di aver recuperato durante il torneo (il Masters1000 di Madrid ndr), è una cosa buona. Di fisico mi sento abbastanza bene, ho avuto tre giorni liberi senza tennis, palestra o altro. Adesso ho solo due giorni per preparare questo torneo, ma è stata la cosa giusta e adesso vediamo come reagisco in campo, poi cercherò di farmi trovare pronto per Parigi.

Un riposo necessario fra un trionfo e l’altro, il segreto per Jannik è allenarsi mentalmente quando non sta in campo. Cercare sempre di migliorarsi, trovare nuovi stimoli e non cedere alla pigrizia nei momenti di riposo, questa è la ricetta per il successo del numero 1 d’Italia.

Ma ogni tanto, si ricorda di divertirsi?

“Certo che mi diverto! Sto facendo di tutto per essere il miglior tennista possibile. Ripeto, ci sono tanti sacrifici, tanti momenti in cui penso due volte ma alla fine scelgo sempre di essere un pelino più forte del giorno prima. Questa è stata sempre la mia determinazione e il modo in cui ho impostato la mia vita.

Ci sono dei momenti in cui mi diverto e faccio quel che voglio fare. Si vive una volta sola e ho 24 annima è un divertimento che faccio vedere meno, ognuno è diverso. In questi due giorni ho giocato a golf e calcio, l’obiettivo era riposare per farmi trovare pronto per Roma“.

Con il giorno libero ti alleni mentalmente per farti trovare pronto. È un bene ma anche un male, a volte perdi equilibrio nel torneo e ti stanchi il giorno della partita”.

La questione Slam

Negli ultimi giorni si sta facendo sempre più calda la polemica sui montepremi Slam, e si parla in lungo e in largo di possibili boicottaggi. Così come Novak Djokovic, sempre dalla parte dei tennisti, anche Jannik Sinner si è esposto sulla questione.

“Gli Slam sono i tornei più importanti in calendario, lo sappiamo. Per noi è più una questione di rispetto, penso che diamo molto più di quanto riceviamo. E non vale solo per i top player, ma per tutti, uomini e donne”.

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