Angelo Binaghi annuncia pieno appoggio ai giocatori sul tema montepremi e non esclude l’idea di abbandonare il Foro Italico per inseguire il sogno del quinto Slam
“Gli atleti godono del nostro appoggio incondizionato. Risulta inaccettabile che l’ATP ci obblighi a destinare ai tennisti una fetta di ricavi più ampia rispetto a quella, decisamente inferiore, distribuita dai quattro Major”. Il tema del montepremi degli Slam è sicuramente il più dibattuto degli ultimi giorni. Aryna Sabalenka ha parlato addirittura che i migliori giocatori potrebbero presto cominciare a boicottare i quattro Major qualora la situazione non dovesse essere risolta.
Al suo fianco si sono schierati anche Jannik Sinner e Novak Djokovic. L’altoatesino l’ha definita una situazione di rispetto, mentre il serbo ha dichiarato che il tennis è l’unico sport globale che non offre garanzie economiche ai giocatori di basso ranking. A loro sostegno è intervenuto anche Angelo Binaghi.
“È una situazione indecorosa che alimenta inoltre squilibri agonistici, poiché le quattro federazioni che ospitano gli Slam dispongono di capitali immensi da investire nei propri vivai tecnici, risorse precluse a tutti gli altri Paesi. La mia intenzione è scardinare questa posizione di monopolio“.
Roma il quinto Slam?
Non è un segreto, inoltre, che Binaghi accarezzi caldamente l’ambizione di portare Roma a un livello più alto: da Masters 1000 a quinto Slam. Il periodo d’oro che sta attraversando il tennis italiano per lui dev’essere sfruttato anche sotto questi termini. Ci sono ben quattro giocatori nella top 20 maschile e nel ranking femminile c’è Jasmine Paolini al numero 13.
“Stiamo attraversando una fase per il tennis italiano talmente straordinaria che risulterà arduo replicarla in futuro, specialmente se messa a confronto con il declino che sta colpendo il calcio italiano”.
A rendere complicato il sogno del quinto Slam c’è anche il Foro Italico spesso, che dispone di poco spazio per un’eventuale espansione. Binaghi, però, sarebbe anche disposto a cambiare luogo e sede pur di concretizzare questa sua ambizione. “Se il nostro obiettivo è l’eccellenza, non possiamo restare vincolati esclusivamente al Foro Italico, che soffre di pesanti criticità legate ai collegamenti e alle installazioni provvisorie“.




