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Internazionali d’Italia, Flavio Cobolli è pronto: “Spero di vivere questo torneo come vorrei. Top ten? Non ci penso”

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La conferenza stampa alla vigilia del suo esordio agli Internazionali d’Italia di Flavio Cobolli

Sono contento di essere qui e desidero di poter fare meglio degli anni scorsi. Questo è il succo del mio desiderio. Non ho mai vissuto questo torneo come avrei voluto e spero questa volta di viverlo finalmente come vorrei”.

A casa sua, nella sua Roma, Flavio Cobolli ha ottenuto una sola vittoria a livello di main draw. E, per il suo ventiquattresimo compleanno, non ha voluto ammettere il desiderio espresso, ma solo la speranza di vivere gli Internazionali d’Italia come vorrebbe e come meriterebbe.

Oggi solo Matteo e io possiamo capire quello che proviamo quando giochiamo qui, in questo circolo, su questi campi, con il pubblico romano. C’è molta pressione ma solo perché ce la mettiamo noi da soli. E’ l’errore più grande che facciamo”.

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Il rapporto con i colleghi azzurri

Reduce dal miglior ranking della carriera e da un periodo che lo ha portato stabilmente a ridosso dell’élite mondiale, Flavio Cobolli ha raccontato con grande naturalezza il rapporto speciale che lo lega agli altri azzurri del circuito, soffermandosi in particolare sull’amicizia con Luciano Darderi. Cobolli ha ricordato con affetto gli anni trascorsi insieme alla Roma Tennis Academy, quando i due si sfidavano nei tornei interni senza immaginare che un giorno sarebbero arrivati entrambi tra i migliori venti giocatori del mondo. Oggi quella rivalità si è trasformata in uno stimolo reciproco continuo, dentro e fuori dal campo.

Sicuramente Luciano fa parte della mia crescita, siamo venuti su insieme, un po’ come con Lorenzo Musetti. Averlo nel circuito mi aiuta tanto perché posso confrontarmi con un altro italiano tutte le settimane ed è una persona cui voglio bene. Andiamo molto d’accordo e scherziamo molto tra noi. È una persona che stimo e che mi fa stare bene nel circuito. Ci sproniamo a vicenda, ci spingiamo a raggiungere i nostri obiettivi, un percorso che abbiamo appena cominciato. Ora abbiamo delle aspettative su noi stessi un po’ più alte rispetto a qualche anno fa, quando non credevo di poter raggiungere questo livello di tennis”.

La cena con gli altri tennisti italiani

Cobolli ha poi allargato il discorso al clima che si respira all’interno del gruppo azzurro, sempre più protagonista nel tennis mondiale. La cena organizzata alla vigilia del torneo per festeggiare i compleanni dei compagni di Italia Davis Cup Team è stata, secondo lui, la dimostrazione di quanto il legame tra i giocatori vada oltre il campo e contribuisca alla crescita dell’intero movimento.

Quello è il nostro modo per staccare un po’ la spina e farlo insieme credo che sia la cosa più bella. Anche mandare il segnale che siamo uniti è una cosa che può aiutare il movimento a crescere e a far capire che siamo un bel team non solo in campo ma anche fuori. Ci siamo divertiti, abbiamo mangiato e abbiamo anche scherzato, abbiamo parlato di quante volte avremmo avuto il piacere di passare le serate insieme non abbiamo potuto farlo. È stato bello: spero che possa ripetersi.

La top ten

Infine, il tennista romano ha affrontato il tema della Top 10 mondiale, ormai sempre più vicina dopo l’ultimo salto al numero 12 del ranking ATP. Cobolli ha spiegato di non voler trasformare questo obiettivo in un’ossessione, preferendo mantenere un approccio leggero e concentrato sul miglioramento quotidiano, senza caricarsi di pressioni inutili.

Non penso molto alla Top 10: credo che sia la conseguenza di una serie di risultati e spero che possa arrivare col tempo. Io sto facendo di tutto per raggiungerla ma non ne sono ossessionato. Cerco sempre di essere come il numero 500 del mondo al torneo: per me è ancora un circuito nuovo e voglio che sia sempre così per il momento. È un modo di pensare che mi aiuta a trovare sempre l’energia che serve per migliorare ogni giorno e per provare a rendere ogni giorno di più. Voglio divertirmi e voglio essere spensierato perché alla fine chi si mette la pressione da solo non riesce a rendere come vorrebbe. Questo è un errore che non voglio commettere”.

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