Tra le tante curiosità e statistiche, spicca un primato esclusivo del maestro svizzero: Roger è infatti l’unico giocatore nella storia del tennis ad aver inflitto al maiorchino un “bagel”, un set vinto per 6-0, su tutte e tre le superfici di gioco
L’erba di Wimbledon: il primo capolavoro
Il primo capitolo di questa insolita statistica risale al 2006, proprio nella superficie preferita dal tennista di Basilea. Nella finale di Wimbledon, Federer partì a ritmo altissimo, togliendo continuamente il tempo all’avversario e lasciando lo spagnolo a zero nel set d’apertura. Nadal riuscì poi a conquistare il terzo parziale, prima di arrendersi con il punteggio finale di 6-0, 7-6, 6-7, 6-3.
La terra rossa di Amburgo: l’interruzione del dominio spagnolo
Se rifilare un 6-0 sull’erba poteva rientrare nelle possibilità, riuscirci sulla terra battuta contro il re del rosso ha tutt’altro significato. Il teatro dell’impresa fu la finale del Masters Series di Amburgo 2007. Nadal arrivava forte di una striscia di 81 vittorie consecutive sulla terra, un record che sembrava intoccabile. Dopo aver ceduto il primo set, però, Roger cambiò marcia: ristabilì l’equilibrio conquistando il secondo parziale e completò l’opera nel terzo, travolgendo lo spagnolo con un netto 6-0 vincendo il match e il torneo con il punteggio di 2-6, 6-2, 6-0.
Il cemento di Londra alle ATP Finals
L’ultimo pezzo del puzzle si materializzò nel novembre del 2011 sul cemento indoor della O2 Arena di Londra. Durante il match della fase a gironi delle ATP World Tour Finals, l’elvetico giocò quella si può definire la partita perfetta in soli sessanta minuti di gioco. Dopo un primo set incamerato per 6-3, Federer cancellò letteralmente Nadal, chiudendo il secondo parziale con un netto 6-0.
Un’impresa in cui ha fallito persino Novak Djokovic, che pure vanta un bilancio favorevole nell’infinito testa a testa con l’iberico. Questa curiosità statistica non fa che confermare, qualora ce ne fosse ancora bisogno, l’unicità della carriera di Roger Federer. Ma, in fin dei conti, serviva davvero un altro record per ricordarci chi è stato lo svizzero? La risposta, in fondo, la conosciamo tutti. Ma rileggere certi numeri fa sempre un certo effetto.




