Dietro la potenza devastante e l’intensità feroce di Aryna Sabalenka c’è una crescita che va ben oltre il tennis giocato. La numero uno del mondo si è raccontata in una lunga intervista, aprendo il suo lato più umano e ripercorrendo i momenti più difficili della carriera
Per anni Sabalenka è stata identificata con la sua esplosività: urla, racchette distrutte e una carica agonistica spesso al limite. Oggi, però, la bielorussa sente di aver trovato un nuovo equilibrio.
“In campo sono aggressiva, emotiva, ho bisogno di esserlo per esprimere il mio miglior tennis. Fuori dal campo sono completamente diversa”, ha spiegato.
“Sto imparando a bilanciare queste due personalità. Sarò sempre me stessa, ma c’è una linea che non si può superare”.
Il passaggio chiave della sua crescita mentale risale al 2022, uno dei periodi più complessi della sua carriera. Sabalenka ha ricordato senza filtri il dramma vissuto con il servizio, quando per mesi non riusciva più a trovare continuità in uno dei colpi fondamentali del suo gioco.
“È stato un incubo. Non lo augurerei nemmeno al mio peggior nemico”, ha confessato.
“Fai qualcosa per tutta la vita, ami questo sport, vuoi diventare grande e poi, all’improvviso, non riesci più a servire. Lotti, lotti, e arrivi al punto di voler mollare”.
Un momento che avrebbe potuto spezzarla, ma che invece si è trasformato in una svolta.
“Mentalmente è stato durissimo, ma mi ha resa più forte che mai. Oggi so che posso vincere anche se il servizio non funziona”.
Sabalenka ha poi parlato anche della maturazione fuori dal campo, sottolineando come oggi riesca a gestire meglio le emozioni, soprattutto nei momenti più delicati.
Emblematico il riferimento alla finale del Roland Garros 2025 persa contro Coco Gauff, quando le sue dichiarazioni a caldo fecero discutere.
“In conferenza stampa non sapevo cosa stessi dicendo. Ero troppo nervosa”, ha ammesso.
“Poi ho riguardato le statistiche, ho parlato con il mio team e ho capito di aver sbagliato. Ho scritto a Coco per scusarmi”.
Un’ammissione che conferma il percorso di maturità compiuto dalla bielorussa, oggi più consapevole anche nella gestione delle sconfitte.
La numero uno del mondo ha parlato anche della vita fuori dal tennis, ribadendo l’importanza dell’equilibrio:
“Durante i tornei non bevo mai, ma dopo una grande vittoria festeggio. Rinunciare a tutto non è salutare”.




