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Sinner-Alcaraz finisce troppo presto: la nostalgia dei tifosi per le finali al meglio dei 5 set

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La vittoria di Sinner su Alcaraz a Montecarlo ha riaperto un vecchio discorso. L’ATP deve proteggere i giocatori da un calendario strapieno, oppure accontentare i tifosi che rivogliono lo spettacolo dei cinque set?

La finale sul Centrale del Principato tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz metteva in palio il titolo e punti pesanti per la vetta del ranking mondiale. Era il primo confronto stagionale tra i due principali protagonisti del circuito, e l’attesa era altissima.

L’incontro è durato circa due ore e questo ha spinto molti tifosi a sostenere che, per assegnare un titolo di questa importanza, sia necessario un match strutturato su una distanza maggiore.

Le discussioni online e la proposta dei tifosi

Il dibattito si è concentrato in particolar modo su piattaforme come Reddit dove viene fatta notare un’incongruenza: i tornei di categoria 1000 assegnano un punteggio secondo solo alle prove del Grande Slam, ma le finali si disputano al meglio dei tre set, la stessa formula utilizzata per i tornei minori, gli ATP 250 per esempio. In un formato così breve, un singolo passaggio a vuoto o un paio di break possono risultare determinanti, con poco margine di recupero.

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La proposta emersa da parte del pubblico è un compromesso: mantenere i match al meglio dei tre set fino alle semifinali, per salvaguardare la condizione fisica dei tennisti, e disputare esclusivamente la finale al meglio dei cinque.

I precedenti: quando le finali si giocavano al meglio dei cinque set

Fino alla fine del 2007, gran parte delle finali dell’allora circuito Masters Series utilizzava il formato sulla lunga distanza. Tra gli esempi più famosi ci sono le finali di Roma del 2005 (Nadal contro Coria) e del 2006 (Nadal contro Federer, durata oltre cinque ore), o quella di Miami del 2007 tra Djokovic e Cañas, che resta l’ultima finale in assoluto disputata con questo formato a livello 1000.

In seguito l’ATP aveva deciso di abolirlo per ragioni mediche e preventive. Dopo le cinque ore di gioco della finale di Roma del 2006, infatti, sia Nadal che Federer furono costretti a ritirarsi per affaticamento muscolare dal successivo torneo di Amburgo. L’obiettivo del circuito era evitare di perdere i propri giocatori migliori per infortunio a ridosso di appuntamenti chiave come il Roland Garros.

Il calendario attuale: salute dei giocatori contro richieste del pubblico

Oggi il tema degli infortuni e della stanchezza è centrale, con i professionisti che denunciano un calendario agonistico sempre più estenuante. I tifosi, però, sottolineano un dato statistico: aggiungere l’eventualità di uno o due set in più soltanto per le nove domeniche di finale dei Masters 1000 non comporterebbe un rischio insostenibile per la tenuta atletica, ma aumenterebbe in modo significativo il valore dello spettacolo.

E voi cosa ne pensate?

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