Questa sera, sugli spalti del Bilino Polje di Zenica, tra circa 9.000 spettatori pronti a vivere una notte decisiva per la qualificazione ai Mondiali, ci sarà anche lui: Novak Djokovic
Una presenza che incuriosisce, soprattutto perché arriva a pochi giorni dal forfait ufficiale al Masters 1000 di Monte-Carlo.
Non solo calcio: il legame con Dzeko
Dietro questa scelta non c’è solo la passione sportiva. Djokovic ha infatti un rapporto diretto con uno dei protagonisti della serata: Edin Džeko.
Dopo il gol decisivo contro il Galles, che ha permesso alla Bosnia di raggiungere la finale playoff, il serbo non ha perso tempo:
“Bravo Edin 💎”
Le “piramidi” che affascinano Nole
Ma il vero motivo della presenza di Djokovic a Zenica è ancora più particolare — e, in un certo senso, molto “Djokovic”.
A pochi chilometri dallo stadio si trova Visoko (o Vidoko), una località che il serbo frequenta da anni. Qui sorgono le celebri “piramidi bosniache”, un complesso che ha fatto discutere studiosi e appassionati.
Secondo alcune teorie, si tratterebbero di antiche costruzioni con particolari proprietà energetiche. La comunità scientifica è più scettica e le considera formazioni naturali.
Djokovic, però, ha più volte raccontato di trarre benefici da questi luoghi:
- miglior recupero fisico
- maggiore ossigenazione
- equilibrio mentale
Non a caso, proprio in questa zona ha anche contribuito allo sviluppo di campi da tennis e strutture sportive.
Per chi tiferà davvero?
Qui entra in gioco il vero dubbio.
Djokovic ama l’Italia — lingua, cultura, tornei — ma gli indizi sembrano portare altrove:
- il rapporto con Džeko
- la frequentazione costante della Bosnia
- il legame personale con Visoko
Tutto lascia pensare che, almeno per una sera, il suo cuore possa battere per la Bosnia.




