Il ceco analizza la finale di Miami e incorona l’azzurro: “Sullo 0-40 ha tirato cinque prime di fila, è semplicemente ingiocabile”
Un mix di profonda frustrazione agonistica e grande orgoglio personale. Jiri Lehecka lascia il cemento dell’Hard Rock Stadium con il piatto del secondo classificato, sconfitto per 6-4, 6-4 da un Jannik Sinner in formato “Sunshine Double”. Il tennista ceco, che grazie a questo straordinario percorso in Florida raggiungerà il suo best ranking al numero 14 del mondo, ha analizzato la finale con estrema lucidità, offrendo un quadro perfetto di cosa significhi oggi affrontare il fuoriclasse altoatesino.
L’impatto con il “muro” Sinner e quei punti decisivi
In conferenza stampa, Lehecka non ha usato giri di parole per descrivere la sensazione provata in campo. “Ho avuto la sensazione di sbattere contro un muro”, ha ammesso candidamente. Nonostante un piano tattico ben definito, basato sull’aggressività e sulle discese a rete per togliere ritmo, la solidità dell’azzurro si è rivelata insormontabile.
La differenza, secondo il ceco, l’hanno fatta l’esperienza, la fiducia e la lucidità di Sinner nei momenti di massima pressione. “Nel momento più cruciale, nonostante fosse sotto 0-40, è riuscito a conquistare quel game”, ha spiegato Lehecka con un pizzico di rassegnazione. “In quel momento ha servito in maniera perfetta con cinque prime di fila. Ho avuto praticamente una sola possibilità sul 30-40, seguita poi da due ace. Ciò dimostra quanto sia forte: non credo che avrei potuto fare nulla di diverso”.
Un match diverso da Parigi e la fine di un record
Lehecka ha poi ricordato la dura sconfitta subita in precedenza a Parigi contro l’italiano, sottolineando però come, rispetto ad allora, sia migliorato anche dal punto di vista personale. “In quella partita non sono riuscito a sfruttare bene il servizio e lui aveva tutto il tempo per rispondere. Qui a Miami ho giocato decisamente meglio, ho cercato di usare la battuta e scendere più spesso a rete. Ma lui rispondeva benissimo e aumentava costantemente la pressione. Non è stato affatto facile”.
Nel corso della finale, il ceco ha anche visto svanire una statistica immacolata: non aveva ancora perso un solo turno di battuta in tutto il torneo. “Era una bella statistica, ma ero consapevole che prima o poi sarebbe successo”.
Un torneo da incorniciare
Arrivato in Florida in un momento di forma opaco, condizionato da una distorsione alla caviglia ad inizio anno che gli aveva lasciato la “paura di scivolare” sul cemento, il ceco ha ritrovato il suo tennis migliore battendo avversari come Taylor Fritz e Arthur Fils. Un risultato figlio del duro lavoro invernale fatto per migliorare la continuità, sia in partita che in allenamento, e di un fisico finalmente integro dopo i gravi problemi alla schiena di due anni fa.
“Sono felice e triste allo stesso tempo”, ha riassunto. “Penso sia stato un grande torneo. Sono arrivato qui non in buona forma e sono riuscito a tornare al tennis che voglio giocare”.
Già durante la premiazione, Lehecka aveva dimostrato grande sportività, rivolgendo un bellissimo complimento al campione azzurro e al suo angolo: “Non è mai facile stare qui dopo aver perso una finale così. Ma se devo perderla contro qualcuno, è contro di te, Jannik. Congratulazioni a te e al tuo team per aver fatto, come sempre, un lavoro incredibile”.




