L’intervista alla direttrice Laura Fernández: “Per lo spagnolo siamo pronti a tutto. Qui a Cap Cana non è solo tennis, è un’esperienza da ATP 250”. Tra catamarani, Hurkacz in campo e il sogno di un torneo nel deserto… tropicale
Immaginate una villa extralusso affacciata sul mare cristallino dei Caraibi, pronta in ogni momento dell’anno. Aggiungeteci giri di golf illimitati sui green più spettacolari del mondo e il sole della Repubblica Dominicana. È questo il “pacchetto” che Laura Fernández, direttrice della Copa Cap Cana, ha messo sul tavolo per sedurre il numero 1 del mondo, Carlos Alcaraz.
La Copa Cap Cana, uno dei sei “Super Challenger” 175 del calendario ATP, sta celebrando la sua seconda edizione nel 2026 con un parterre de rois: undici Top 100 in tabellone, guidati da giganti come Hubi Hurkacz e l’ex finalista delle Finals David Goffin. Ma l’ambizione della famiglia Hazoury, proprietaria del resort, punta molto più in alto: trasformare questo paradiso in un ATP 250.
“Carlitos, vieni a fare la preparazione qui”
“Gli offrirei una villa sulla spiaggia”, ha confessato Laura Fernández nell’intervista a CLAY. “Vorrei che venisse qui in vacanza con famiglia e amici, o che scegliesse Cap Cana per la sua pre-season. Potrebbe giocare a golf quanto vuole”. Un corteggiamento serrato per lo spagnolo, noto appassionato della sacca e dei ferri, che potrebbe trovare nei Caraibi il luogo ideale per ricaricare le pile tra un Major e l’altro.
L’idea è chiara: trasformare il torneo in una tappa fissa per le stelle che cercano ritmo tra i Masters 1000 di Indian Wells e Miami. “Siamo nati per questo: dare ai giocatori che escono presto in California l’opportunità di non fermarsi, offrendo loro condizioni identiche a quelle di Miami, con campi perfetti ed Electronic Line Calling”.
Non solo tennis: Catamarani e Green
A Cap Cana il confine tra sport e lifestyle è sottilissimo. Quest’anno il colpaccio si è sfiorato con Stefanos Tsitsipas e Matteo Berrettini, arrivati a un passo dal sì prima che le dinamiche del circuito cambiassero i loro piani. Ma chi è sceso in campo sta vivendo un’esperienza da circuito maggiore.
La Fernández ha le idee chiare per il futuro:
- Party in Catamarano: Una festa per giocatori e team al tramonto, tra le acque del Mar dei Caraibi, con DJ set e cocktail.
- La “Golf Cup” per tennisti: Un torneo parallelo sui campi di Punta Espada e Las Iguanas, dedicati ai tanti professionisti che, come Alcaraz o Ruud, amano il green.
Scalata verso l’ATP 250
L’investimento è milionario e l’obiettivo dichiarato. Dopo aver battuto la concorrenza di Cancún per ottenere la licenza 175, ora la Repubblica Dominicana punta al salto di categoria. “I giocatori ci dicono: ‘Questo è già un ATP 250’. Li trattiamo come tali, dalle palline nuove per gli allenamenti a ogni tipo di comfort fuori dal campo”, spiega la direttrice.




