A Tigre in Argentina potrebbe essere nata una nuova stella: chi è Diego Dedura?
Ad aprile dello scorso anno era diventato virale, e anche molto criticato, per un’esultanza sopra le righe dopo il ritiro di Denis Shapovalov a metà del secondo set nell’ATP 500 di Monaco di Baviera. Diego Dedura–Palomero aveva urlato in mezzo al campo, poi aveva disegnato una croce con il piede e si era sdraiato al centro del terreno di gioco. Un gesto che aveva fatto discutere e che lo aveva catapultato improvvisamente sotto i riflettori.
Oggi il suo nome torna alla ribalta per motivi ben diversi. A Tigre, in Argentina, Dedura è diventato il primo giocatore nato nel 2008 a raggiungere una semifinale Challenger, un traguardo che certifica il talento e la precocità del tedesco, figlio di padre cileno. Un risultato storico per la sua generazione e un segnale forte lanciato al circuito.
Il percorso a Tigre
Il cammino in Sudamerica è stato tutt’altro che banale. Ha superato le qualificazioni, poi ha approfittato del ritiro al primo turno della testa di serie numero uno Guy den Ouden per avanzare nel tabellone. Da lì in poi, però, ha fatto tutto con le proprie forze: ha eliminato prima l’argentino Juan Manuel La Serna e poi il più esperto Juan Pablo Varillas. Proprio il successo contro il peruviano rappresenta il passaggio più significativo, perché dimostra che Dedura può competere e battere anche giocatori navigati, con ben altra esperienza alle spalle.
Qualche esperienza in ATP e la gavetta negli ITF
Non è la prima volta che assaggia il grande palcoscenico. In carriera ha già collezionato due presenze a livello ATP: a Monaco, dove da lucky loser ha raggiunto il secondo turno prima di arrendersi a Zizou Bergs, e ad Amburgo, dove grazie a una wildcard è stato sconfitto all’esordio da Luciano Darderi. Ha tentato anche la qualificazione al Masters 1000 di Madrid, fermandosi solo al terzo set contro Daniel Galan Riveros, altra prova della sua competitività crescente.
Nel circuito ITF ha già disputato quattro finali, conquistandone una al 15K di Agadir, in Marocco, lo scorso dicembre. Un primo tassello di un percorso che sembra appena iniziato. Adesso sogna la sua prima finale Challenger: in semifinale lo attende lo spagnolo Miguel Damas, che ha superato Gianluca Cadenasso. Per Dedura è un’altra occasione per dimostrare che dietro quel ragazzo finito al centro delle polemiche c’è soprattutto un talento pronto a prendersi la scena.




