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Sinner racconta il suo ritorno: tra nuovi colpi e preparazione mentale

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Al termine del suo primo match ufficiale dopo due mesi, il numero 2 del mondo spiega la trasformazione del servizio, l’esperienza in Corea e l’importanza del lavoro mentale

Jannik Sinner ha fatto il suo ritorno ufficiale in campo dopo oltre due mesi, vincendo agevolmente nel primo turno dell’Australian Open 2026 contro Hugo Gaston. Il francese si è ritirato al termine del secondo set a causa di un’indisposizione che neppure una pastiglia assunta durante l’incontro è riuscita ad alleviare. Se anche per lui si trattasse di problemi di stomaco, sarebbe già il terzo giocatore a Melbourne a dover fare i conti con questa fastidiosa situazione, dopo Cobolli e Darderi.

Per Sinner il match è stata la prima occasione per mettere alla prova i frutti di una lunga off-season di lavoro fisico e mentale. “Sono molto felice. Abbiamo lavorato tanto per tornare in campo, e sentirsi di nuovo a posto è fantastico. Ovviamente non è il modo in cui vorresti vincere una partita auguro a lui una pronta guarigione e spero che non sia nulla di grave.”

Il match

È difficile scegliere un solo aspetto positivo. Per me, l’importante è stato semplicemente tornare a competere. Durante l’off-season ho fatto moltissimi giorni di allenamento intenso per migliorare come tennista. Alla fine, la cosa più importante è scendere in campo e godersi il momento. Giocare il primo match della stagione in una sessione serale di uno Slam, con uno stadio pieno, è qualcosa di speciale.”

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Il mio avversario ha iniziato molto bene, con colpi eccellenti. Ho cercato di capire il suo gioco, ci siamo già affrontati un paio di anni fa, ma le cose sono cambiate. Poi ho alzato il mio livello, e ha funzionato molto bene.”

Il servizio

Sentivo che il servizio era – e rimane – un colpo su cui posso migliorare. È l’unico colpo che possiamo gestire completamente da soli e c’è ancora molto margine di crescita. Abbiamo cambiato un po’ il movimento e il ritmo del servizio: prima era troppo veloce all’inizio, ora è un po’ più lento. La palla viene lanciata più indietro e sopra la testa, invece che davanti e leggermente a destra. A volte ancora sbaglio, non mi sento ancora completamente sicuro, ma ci stiamo lavorando. È uno dei colpi più importanti perché può darti tantissime opportunità. Vediamo come andrà questa stagione.”

Il lavoro mentale durante l’off-season

Sono stato in contatto costante con il Dr. Ceccarelli e il suo team. Non sono stato fisicamente nella sua palestra, ma lavoro con il mio kit a casa e quando sento di poterlo fare, mi concentro su esercizi mentali. Dipende dai periodi, da come mi sento e dallo stato mentale in cui sono. C’è ancora margine di miglioramento, ma avere una persona stabile e che mi conosce bene è molto utile.”

L’esibizione in Corea con Alcaraz

L’esibizione in Corea è stata fantastica. È stato importante ricollegarsi con il pubblico, giocare di nuovo davanti a tante persone. Il livello del tennis era un po’ diverso per via della superficie, ma comunque buono. Sapevo che non avrebbe avuto grande impatto sull’inizio qui in Australia, perché le condizioni sono molto diverse. È stato bellissimo conoscere nuovi fan e persone in Corea, dove non ero mai stato. Mi piacerebbe tornarci in futuro: la gente è stata davvero gentile con me, con Carlos e con tutto il team. Sono stati davvero un paio di giorni piacevoli. Poi siamo venuti qui, e ovviamente le priorità sono cambiate: l’obiettivo è andare più avanti possibile in questo torneo.

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