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Challenger Daily: esordio vincente per Agamenone a Buenos Aires. Chung KO a Nonthaburi

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Giornata tranquilla un po’ ovunque per gli alti graduati. Ancora brutte notizie per Hyeon e Stefan Kozlov, le ex stelle promesse del circuito junior che fu

Un altro giro del mondo in 24 ore per il circuito Challenger nel secondo martedì del 2026.

Glasgow

In Scozia il vento è tagliente e per fortuna si gioca al coperto, ma il veloce indoor non perdona, soprattutto se – come Tiago Pereira, testa di serie numero sei – ci arrivi con l’aria di chi il cemento lo frequenta poco o malvolentieri. Il portoghese ha lasciato strada a Denis Yevseyev, kazako e lucky loser, formula magica con cui il tennis, certe volte, si diverte a invertire i ruoli: chi entra per caso resta, chi aveva diritto di precedenza esce dalla porta.

Il pubblico di casa ha invece trovato consolazione in Harry Wendelken, bravo a superare Stefan Kozlov, un cognome che dieci anni fa circolava nelle conversazioni degli ottimisti, certi nel vedere nell’americano di Skopje una sicura stella del firmamento tennistico futuro. Una stella, Kozlov non lo è mai diventata, e il suo meglio si è fermato appena fuori dai primi 100, nel luglio del 2022.

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Tornando a tematiche domestiche, Alastair Gray ha archiviato Giles Hussey con l’efficienza che ci si aspetta da chi non ama fare straordinari al primo turno. Giovedì lo attende il derby che vale la tutta la settimana con Johannus Monday, numero uno del seeding, mancino di Hull e curriculum in crescita costante. Monday ha chiuso la serata faticando più del previsto contro il ceco Martin Krumich, chiudendo però a chiave la sfida quando è stato necessario. Per certe teste di serie, la prima partita serve solo a togliere ruggine.

Bene anche il numero due, Clement Chidekh, che ha regolato il giovane Henry Searle, diciannove anni, qualificato e mascotte ideale del torneo: biondiccio tendente al ginger e i connotati di chi non può non essere un suddito di sua Maestà. Prossimo ostacolo del francese il tedesco Daniel Masur, che ha mandato a casa lo slovacco Milos Karol, riconoscibile da lontano per gli occhiali e il tennis molto meno lirico della montatura.

Nonthaburi II

Nell’eterna periferia di Bangkok le gerarchie tengono, e la giornata si è schierata dalla parte dei più attesi. Dopo il pass di Kaichi Uchida, quinta testa di serie promosso ieri, hanno superato il primo ostacolo anche Skatov (2), Yi Zhou (3) e Michalski (4), tutti ordinati, tutti senza fronzoli, come se il cemento asiatico fosse fatto apposta per toglierla di mezzo ogni sorpresa.

Le sorprese però non mancano mai nel corso di una giornata in ufficio. Dopo le eliminazioni di Joel Schwaerzler (6) e Fajing Sun (8) occorse ieri, oggi ha lasciato la compagnia la settima testa di serie Andres Martin, che ha trovato la strada sbarrata da Yasutaka Uchiyama, numero 307 ATP e uno di quelli che non va mai sottovalutato quando c’è l’aria spessa e la palla che schizza bassa.

Capitolo a parte, inevitabile e un po’ doloroso, Hyeon Chung. Già numero 19 del mondo, già semifinalista a Melbourne, già eliminato al Nonthaburi 1 da Florent Bax, il coreano ha ceduto stavolta a Marat Sharipov, che gli ha lasciato solo cinque game. Si possono girare le frasi quanto si vuole, ma il tema resta quello: anche gli occhiello e gli occhiali, da soli, non bastano a rimettere insieme ciò che il fisico non concede più.

E in un lampo, mentre si guardano i tabelloni e si contemplano i ranking, sembra ancora più lontana quella finale di Wimbledon junior edizione 2013, Chung contro Quinzi, stelline nuove e futuro garantito. Uno ormai fuori dalle liste, l’altro che prova a risalire cocciuto ma ormai con poche speranze. Il tennis poco dà, molto toglie e rischia perfino di diventare una dipendenza. Anche Kozlov, citato poco fa, ha il diritto di sentirsi chiamato in causa.

Buenos Aires

A Buenos Aires la testa di serie numero uno Facundo Rodriguez Taverna ha sudato più del previsto: il rumeno Gabi Adrian Boitan gli ha strappato il primo set e si è perfino ritrovato tre match point al servizio sul 5-4 nel secondo. Non convertiti, e da lì è girato il vento: cinque giochi consecutivi per l’argentino e un ritiro sotto 1-0 a inizio terzo parziale, con Boitan costretto a fermarsi proprio sul più bello, anche se i buoi parevano abbondantemente scappati dalla stalla.

Fa rumore anche l’uscita di Nicolas Kicker, spedito a casa dallo stagionatissimo brasiliano Daniel Dutra Da Silva, uno che continua a sfidare il tempo e talvolta ci vince pure.

La nota buona, per i colori azzurri, porta il nome di Franco Agamenone. Unico italiano in gara, debutto pulito: solo cinque game al lucky loser Bruno Kuzuhara, ripescato all’ultimo respiro. Franco è ora atteso da Matheus Pucinelli de Almeida, testa di serie numero otto, e sarà già un bel test per capire dove si vuole andare.

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