Dal trionfo storico dopo due finali perse ai retroscena fisici di Iga, passando per il leader silenzioso Hurkacz e la mascotte diventata virale
La Polonia conquista la United Cup 2026, superando la Svizzera per 2-1 nella finale di Sydney. È una vittoria che profuma di riscatto e identità di squadra, arrivata al terzo tentativo, dopo due finali perse che avevano lasciato l’amaro in bocca.
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Ma dietro il successo polacco emergono temi chiave, segnali in vista degli Australian Open e anche un curioso retroscena che ha fatto sorridere tutti in conferenza stampa.
La Polonia vince al terzo assalto
Il capitano Mateusz Terczynski non nasconde l’emozione: “È la nostra terza finale ed è incredibile avercela fatta. Questo trofeo ha un sapore speciale perché è stato un vero lavoro di squadra”.
Un concetto ribadito da tutti i protagonisti: unità, supporto reciproco e spirito di gruppo come vera arma vincente.
Hurkacz: vittoria e rientro dall’infortunio
Se c’è un nome che esce rafforzato da questa United Cup, è quello di Hubert Hurkacz. Il polacco si è presentato a Sydney al primo torneo dopo l’infortunio e ha chiuso alzando il trofeo. “Sono quasi senza parole. È un giorno enorme per me e per il tennis polacco. Vincere dopo essere arrivati due volte così vicini è qualcosa di incredibile”.
Un messaggio chiaro anche agli avversari: Hurkacz è tornato, ed è tornato competitivo.
Swiatek: vittoria sì, ma c’è un campanello d’allarme
La numero 2 del mondo Iga Swiatek vince la United Cup, ma non nasconde le difficoltà: “Sto bene, ma sono molto indolenzita. I primi tornei dell’anno costano tanto al fisico”.
Swiatek ammette di non essere stata al massimo soprattutto nel secondo set della finale contro Belinda Bencic, riconoscendo i meriti dell’avversaria: “Belinda è stata molto aggressiva, ha preso rischi e li ha pagati”.
Un dettaglio importante in vista degli Australian Open: Swiatek arriverà a Melbourne sicurametne con qualche aggiustamento fisico e tattico da fare.
La Svizzera esce a testa altissima: Wawrinka e una Bencic da MVP e primato storico
Dall’altra parte, la Svizzera perde, ma conquista applausi. Stan Wawrinka, capitano-giocatore, rende omaggio a Belinda Bencic, vera anima della squadra: “Più che MVP (ndr: Most Valuable Player), Belinda ha guidato questo team dal primo giorno, in campo e fuori”.
Belinda chiude la United Cup con 9 vittorie su 10 match e due successi contro giocatrici top 10. Inoltre raggiunge un primato storico: è la prima mamma a rientrare in Top 10 dopo quasi quattro anni e mezzo, dall’ultima apparizione di Serena Williams a Wimbledon 2021.
“Questo torneo è stato un enorme boost di fiducia. Tornare in Top 10 dopo il comeback era un obiettivo enorme”. Parole che la candidano come outsider pericolosissima a Melbourne.
Interessante anche l’apertura di Bencic sul futuro: “Giocare il doppio misto negli Slam? Perché no. Le Olimpiadi sono vicine”.
Il momento cult: il fenicottero “Flammie”
E poi c’è il dettaglio che ha fatto divertire tutta la sala stampa. Alla domanda su un misterioso fenicottero rosa, Swiatek sorride: “È parte della squadra. È famoso ormai”.
Jan Zielinski chiarisce: “Si chiama Flammie”. Come torna in Polonia? “I fenicotteri volano. È venuto dalla Polonia, passa l’estate in Australia e poi torna indietro”.
Sipario tra le risate generali.




