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Australian Open, Kyrgios rinuncia alla wild card: “Cinque set? Non sono ancora pronto”

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Con una nota sul proprio profilo Instagram il giocatore australiano ha annunciato che non parteciperà al torneo di singolare a Melbourne. Nel primo Slam dell’anno Nick si concentrerà solo sul doppio

La notizia, come spesso accade nel mondo di Nick Kyrgios, è arrivata senza troppi giri di parole: un post sui social e poche frasi per comunicare che non sarà tra i 128 del tabellone di singolare all’Australian Open, al via il 18 gennaio. Kyrgios ha rinunciato alla wild card offertagli dagli organizzatori decidendo di giocare solo il doppio con Thanasi Kokkinakis, spiegando a tutti che la condizione generale è buona, ma non abbastanza da reggere la distanza dei tre set su cinque, e che preferisce lasciare spazio a chi può puntare più in alto fin da subito. È un messaggio che suona maturo, ma anche un filo malinconico: una resa tattica più che un atto d’orgoglio.

Si può intuire però che la rinuncia non sia soltanto una questione di condizione fisica. In un anno che per lui sa ancora di ripartenza, Nick sembra aver preferito evitare l’esposizione mediatica di Melbourne, quella che puntualmente lo insegue in ogni Slam, e ancor più in quello di casa. Da mesi parla di misura, di equilibrio e di scegliere bene le battaglie, e forse il primo Major dell’anno – con le sue aspettative ingombranti, i paragoni di un tempo e il giudizio rapido del pubblico – rischiava di diventare un banco di prova troppo pesante.

Il 2025 del ribelle di Canberra, del resto, ha offerto più assenze che presenze: qualche sporadica apparizione, pochi incontri completati e nessuna reale continuità agonistica, con il corpo spesso fermo ai box e la racchetta sfilata dalla mano più volte di quanto lui stesso avrebbe voluto. Un’annata che ha raccontato più stop che progressi, e che rende quasi logica, per una volta, la scelta di prendersi un margine. Del resto, anche le apparizioni dell’ultimo periodo non sono state confortanti: poco più di un’ora di permanenza in campo all’ATP 250 di Brisbane contro Aleksandar Kovacevic, una fatica spropositata nella sfida-esibizione con Aryna Sabalenka, e un linguaggio del corpo che diceva “rientro” più che “rilancio”. Meglio allora il doppio, meno minuti in campo e meno stress addosso, e rimandare la sfida ai cinque set al momento in cui sarà di nuovo possibile giocarsela davvero.

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Nel frattempo il puzzle delle wild card è stato completato assegnando gli inviti a due giocatori di casa, Jordan Thompson, numero 113 ATP, e Chris O’Connell, numero 114, oltre che a Stan Wawrinka, il nome che più accende l’immaginazione. Il vincitore dell’Open d’Australia 2014 ha dato prova di meritarsi lo spazio con una settimana di United Cup da vecchio leone: una maratona vinta con Arthur Rinderknech, un’altra persa con Flavio Cobolli, sempre oltre le tre ore. A quarant’anni, e con la stagione d’addio davanti, è difficile immaginare un invito più giusto.

Per Kyrgios resta una sensazione sospesa, dolce e amara insieme: l’Australian Open lo vedrà solo in doppio, ancora accanto al vecchio sodale Kokkinakis, come nel 2022, quando l’Australia impazzì per la cavalcata trionfale degli “Special Ks”. Melbourne avrebbe probabilmente urlato il suo nome comunque, fosse stato pronto o meno per il torneo di singolo. Ma i cinque set non sono una questione sentimentale: non premiano il passato e men che meno i rimpianti. Kyrgios lo sa, e intanto ha scelto di aspettare. L’occasione, come ha promesso, tornerà l’anno prossimo.

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