Da Brisbane la numero uno del mondo critica le regole WTA e mette la salute delle giocatrici al primo posto
Dal WTA 500 di Brisbane, dove ha già conquistato l’accesso ai quarti di finale battendo Sorana Cirstea, Aryna Sabalenka non si è limitata a parlare di tennis giocato. La numero uno del mondo ha scelto di esporsi apertamente su uno dei temi più dibattuti del circuito femminile: un calendario sempre più affollato e regole considerate penalizzanti per le atlete.
La bielorussa ha definito la stagione WTA “una follia”, puntando il dito contro l’obbligo di disputare un numero minimo di tornei, pena sanzioni economiche e perdita di punti in classifica. Una situazione che ha toccato direttamente anche lei nel 2025, quando – al pari di Iga Swiatek – è stata penalizzata per non aver partecipato ad un numero sufficiente di eventi WTA 500.
Regole rigide e salute a rischio
Secondo il regolamento attuale, le giocatrici devono prendere parte ogni anno ad almeno 20 tornei WTA (21 per chi si qualifica alle Finals), inclusi 4 Slam, 10 WTA 1000 e almeno 6 WTA 500. Saltarne qualcuno, soprattutto tra quelli “obbligatori”, comporta conseguenze dirette sul ranking.
“Se giochi sette tornei e li vinci tutti è fantastico, ma non puoi prevederlo”, ha spiegato Sabalenka. “Le regole sono complicate e questo porta molte di noi a scendere in campo anche quando siamo stanche o malate”.
La numero uno del ranking ha sottolineato come l’attuale struttura favorisca gli interessi del circuito più che il benessere delle atlete: “Vedo tante giocatrici infortunate. Le palline sono pesanti, il carico fisico è enorme. Il circuito non è focalizzato sulla nostra protezione”.
“Meglio una multa che un infortunio”
Sabalenka ha ammesso che anche nel 2026 potrebbe scegliere di saltare alcuni tornei, pur sapendo di andare incontro a nuove sanzioni: “L’anno scorso ho giocato alcuni tornei completamente esausta o malata. Questa stagione cercheremo di gestire meglio, anche se so che a fine anno potrei essere di nuovo multata”.
Una scelta di responsabilità, resa però complicata dall’impossibilità di rinunciare agli eventi WTA 1000: “Non puoi saltare quei tornei. È questo che rende tutto così assurdo”.
Un problema condiviso nel tennis mondiale
Le parole di Sabalenka si inseriscono in un dibattito cominciato già lo scorso anno. Negli ultimi mesi, anche campioni come Novak Djokovic, Carlos Alcaraz, Coco Gauff e Swiatek hanno espresso perplessità su una stagione che si estende ormai per undici mesi, con pochi spazi reali per il recupero fisico.




